Quanto hanno guadagnato i politici lavorando un giorno a settimana durante il lockdown?

Alessandro Cipolla

05/05/2020

20/07/2022 - 15:12

condividi

Sull’operatività del Parlamento da quando è iniziata l’emergenza coronavirus molto si è discusso: ecco quanto hanno incassato deputati e senatori nonostante i lavori in Aula si siano ridotti notevolmente.

Quanto hanno guadagnato i politici lavorando un giorno a settimana durante il lockdown?

Quello degli stipendi dei parlamentari è sempre stato un tema molto sensibile in Italia. Da quando poi nel panorama politico nostrano è piombato il Movimento 5 Stelle, il taglio dei costi della politica è diventato un vero e proprio cavallo di battaglia dei pentastellati.

Non è un caso che nel loro regolamento i grillini abbiano inserito la clausola del taglio di una parte dello stipendio, da destinare a un fondo per il microcredito, mentre nel programma di governo si parlava di abolizione dei vitalizi e di sforbiciare il numero dei parlamentari e i loro compensi.

Ora che sono al governo dal giugno 2018, prima con la Lega e poi con il centrosinistra, i 5 Stelle hanno ottenuto la rimodulazione dei vitalizi e una legge sul taglio dei parlamentari che ora in autunno sarà oggetto di un referendum.

L’ultimo tabù è quello della riduzione degli stipendi, ma da quando è iniziata l’emergenza coronavirus diverse sono state le proposte fatte in merito come quella di Vito Crimi, l’attuale reggente del Movimento 5 Stelle, che ha proposto il dimezzamento della paga da parlamentare con i 60 milioni di risparmio da destinare alla crisi sanitaria.

Gli stipendi dei politici nei 2 mesi di lockdown

Se la proposta di Crimi è praticamente caduta nel vuoto, diversi partiti c’è da dire che comunque hanno effettuato delle donazioni alla causa, una iniziativa della trasmissione Le Iene sembrerebbe aver ottenuto maggiori adesioni.

Con un servizio di Flavio Roma Le Iene hanno lanciato l’idea di devolvere i 30.000 euro incassati a testa dai parlamentari negli ultimi due mesi, circa 15.000 euro al mese, con la cifra totale da mettere a disposizione dei cittadini in difficoltà economica che sarebbe così di 27 milioni.

Una decisione che secondo il servizio sarebbe dettata dal fatto che, con il Parlamento scarsamente operativo, negli ultimi due mesi i parlamentari avrebbero lavorato un solo giorno a settimana.

La proposta fatta dal giornalista ha così trovato il parere favorevole di Giorgia Meloni (FdI), Stefano Buffagni (M5S), Andrea Romano (PD), Danilo Toninelli (M5S), Daniela Santanchè (FdI).

Disposti a una riduzione dello stipendio sono stati Ignazio La Russa (FdI), Alfonso Bonafede (M5S), Emanuele Fiano (PD), Vittorio Sgarbi (Misto), Francesco Boccia (Pd) e Andrea Orlando (PD).

Chi invece ha preferito non rispondere alla domanda posta da Le Iene sono stati Matteo Salvini (Lega), Ettore Rosato (Italia Viva), Renato Brunetta (FI), Pier Luigi Bersani (LeU) e Maurizio Lupi (Misto).

In percentuale la maggior parte degli intervistati si è detta esplicitamente favorevole almeno a una riduzione dello stipendio, anche se difficilmente vedremo queste buone intenzioni trasformarsi in un’azione concreta da parte del Parlamento.