Quanti bambini si stanno ammalando di Covid in Italia?

Chiara Esposito

27 Novembre 2021 - 21:33

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Cosa ci dice il report settimanale sulla diffusione del contagio tra i bambini. Le valutazioni sul fronte vaccinale potrebbero essere l’unica risposta.

Quanti bambini si stanno ammalando di Covid in Italia?

Dall’inizio della pandemia si parla marginalmente dei casi Covid che hanno come protagonisti i bambini. I dati raccolti dall’inizio del 2020 sulla diffusione del virus riportavano un basso tasso di incidenza del fenomeno sui minori e in particolar modo su soggetti in età infantile.

Questo non significa però che in questa fascia della popolazione non si possano registrare casi anche di natura preoccupante. Solo oggi forse si stanno rivedendo con maggiore attenzione i numeri connessi alle ospedalizzazioni dei più piccoli.

La pubblicazione del rapporto settimanale esteso dell’Istituto Superiore di Sanità evidenzia infatti, attraverso un monitoraggio più dettagliato dei casi in Italia, un aumento dei casi tra i 6 e gli 11 anni ma anche i valori reali del tasso di ospedalizzazione che si registra sotto i 3 anni.

A commentare il documento c’è anche il presidente dell’ISS Silvio Brusaferro che descrive la situazione epidemiologica del Paese alla luce di un incremento sì contenuto ma da non sottovalutare tra gli Under 12.

La questione accende così nuove attenzioni sulla necessità di vaccinare anche i bambini. Su questo fronte per ora però sappiamo soltanto che è finalmente giunto l’ok da parte dell’EMA (Agenzia europea per i medicinali). Le date di avvio dell’immunizzazione tuttavia sono ancora da definire.

Covid under 12: valori in aumento da tempo ma picco recente

L’aumento dei contagi che si registra in questa quarta ondata presenta un’incidenza notevole anche tra i bambini Under 12 con 31.365 casi nel periodo che va dal 8 al 21 novembre 2021. Di questi 153 sono stati costretti all’ospedalizzazione e 3 sono stati ricoverati in terapia intensiva.

Il dato risulta sensibile e l’impennata di queste ultime due settimane è stata rilevata dall’Istituto Superiore di Sanità grazie al report settimanale che ha messo in luce soprattutto l’aumento del tasso di ospedalizzazione nella fascia sotto i tre anni, quella che registra poco più di 2 ricoveri ogni 100.000 abitanti.

In questi 15 giorni si è quindi definita la proporzione dei casi infantili rispetto ai casi totali con un valore pari al 27%. La popolazione in età scolare è stata quindi colpita visto che il 51% è rappresentato la fascia dai 6 agli 11 anni. Fascia che inoltre già evidenziava un forte incremento a partire dalla seconda settimana di ottobre.

Le ragioni di questa ulteriore variazione però sono prevalentemente dovute al diffondersi di nuove varianti e al consolidamento della circolazione dell’ormai tristemente nota variante Delta.

Tutti i dettagli sulla vaccinazione Under 12

Riepilogando i dati registrati da inizio pandemia ad oggi indichiamo nella popolazione 0-19 anni un totale di 826.774 casi confermati con 35 fenomeni di decesso.

Queste statistiche sono certamente preoccupanti ma in risposta possono trovare spazio le rassicurazioni degli enti preposti all’analisi dei vaccini che renderanno presto disponibili delle soluzioni per poter arginare il fenomeno di diffusione del Covid tra i bambini.

L’EMA ha infatti dato il via libera al vaccino Comirnaty di Pfizer/Biontech per gli Under 12. A questi ultimi verrà somministrata una dose inferiore rispetto a quella che ricevono i giovani tra i 12 e i 18 anni: 10 microgrammi rispetto a 30 µg. L’efficacia però è calibrata rispetto all’organismo dei più piccoli e sarà la stessa nonostante i valori di dosaggio siano differenti.

Diversa anche la questione relativa al Green Pass che, come sappiamo da tempo, non sarà obbligatorio. Analogamente non verrà imposto alcun obbligo vaccinale; anche nell’eventualità di un cambio di rotta per il resto dei cittadini, si terrà comunque fuori dal range la fascia dei più piccoli.

La modalità di somministrazione invece è la stessa degli adulti visto che il vaccino verrà inoculato con due iniezioni nei muscoli della parte superiore del braccio a distanza di 3 settimane.

Sebbene non sembrano esserci impedimenti per l’approvazione definitiva di questo processo di estensione della campagna vaccinale, al momento tutto questo rimane ancora un’idea su carta. Si aspetta la decisione definitiva della Commissione Europea.

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