Pmi: in 3 mesi persi 11mila artigiani, a fine 2020 forse 100.000

Allarme della Cgia di Mestre, secondo cui in 3 mesi di lockdown sono state perse 11mila aziende artigiane

Pmi: in 3 mesi persi 11mila artigiani, a fine 2020 forse 100.000

Il peggio deve ancora venire per le imprese italiane, mette in guardia la Cgia di Mestre. Nei primi tre mesi del terribile 2020 hanno chiuso per sempre i battenti 10.902 unità, ma entro la fine dell’anno si potrebbero perdere fino a 100.000 aziende artigiane.

Cgia, impatto coronavirus nei prossimi mesi su Pmi

Il dato relativo al primo trimestre del 2020 è sì negativo, ma comunque in linea con lo stesso periodo dei tre anni precedenti. Sarà infatti nei prossimi mesi che “l’effetto economico negativo della COVID-19 si farà sentire con maggiore intensità”.

In due mesi di domicizializione cautelativa, applicata per contenere l’epidemia di coronavirus, “molti artigiani senza alcun sostegno al reddito sono andati in difficoltà”, ha detto Paolo Zabeo della Cgia, “e non sono stati pochi coloro che hanno ipotizzato di gettare la spugna e chiudere definitivamente”.

Adesso lo stato d’animo è cambiato, rincuora Zabeo, “c’è voglia di lottare, di resistere, di risollevare le sorti economiche della propria attività”. Ma non tutti ce la faranno, ed entro fine 2020 potrebbero perdere il lavoro 300.000 persone.

Cgia, misure per artigiani non bastano

Per questo la Cgia, come spesso ha fatto negli ultimi tempi, è tornata a ribadire “la necessità di erogare a queste attività importanti contributi a fondo perduto”. A questi si dovrebbe accompagnare, come già proposto, l’azzeramento “per l’anno in corso” delle imposte erariali come Irpef, Ires, Imu sui capannoni.

Renato Mason, segretario della Cgia, ha apprezzato le misure contenute nel decreto Rilancio che hanno azzerato il saldo e l’acconto Irap in scadenza a giugno e riproposto i 600 euro per il mese di aprile. “Ma tutto questo, ha detto Mason, è ancora insufficiente a colmare la rovinosa caduta del fatturato registrata in questi ultimi mesi da tantissime piccole realtà”.

Il problema, per Mason, è anche la presenza di “troppi provvedimenti che rischiano di disperdere in tanti rivoli le risorse”. Queste ultime dovrebbero essere convogliate “solo su tre voci: famiglie, indennizzi diretti alle imprese e taglio delle tasse”.

Preoccupa la Cgia non solo la mancanza di credito “che attanaglia gli artigiani e in generale tutte le Pmi, ma anche le previsioni dei consumi delle famiglie italiane”. Il Def 2020 ha previsto che la caduta sarà del 7,2%, in termini assoluti rispetto al 2019 il crollo sarà di circa 75 miliardi.

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