Piazza Affari, ad un anno dalle elezioni non c’è fiducia sul rally del FTSE Mib

L’andamento dello spread BTp-Bund può fornire un buon campanello di allarme per il futuro dei corsi dell’indice azionario italiano, ma gli indicatori di fiducia come quella dei consumatori, che continua a segnare minimi dopo minimi, fa pensare che il peggio non è ancora passato

Piazza Affari, ad un anno dalle elezioni non c'è fiducia sul rally del FTSE Mib

Un anno fa esatto, il 4 marzo 2018, gli italiani si sono recati alle urne per scegliere quello che di lì a poco sarebbe diventato il nuovo governo giallo-verde. Quale è stato il riflesso di quanto accaduto nella politica sui mercati finanziari?

Siamo andati ad analizzare tre andamenti: i corsi azionari dell’indice FTSE Mib, lo spread BTp-Bund a 10 anni e la fiducia dei consumatori.

Spread su, FTSE Mib giù


Andamento FTSE Mib e spread BTP-Bund da gennaio 2018. Fonte: Bloomberg

Come si può notare dal grafico qui sopra l’andamento dello spread tra il BTp decennale italiano e Bund tedesco con medesima scadenza, è rimasto intorno ad area 200 punti base fino a marzo registrando un calo durante aprile fino al mese di maggio. Da questa data lo spread BTp-Bund è schizzato oltre i 300 punti base per poi oscillare tra questo livello e i 250 punti base fino al mese di luglio, un’altalena dettata principalmente dall’inserimento del Governo giallo-verde.

Proprio in concomitanza con i minimi dello spread registrati nel mese di aprile 2018 l’indice FTSE Mib ha segnato i suoi top annuali in area 24.500 punti, senza più tornarvi. Ad un continuo rialzo dello spread BTp-Bund i corsi dell’indice azionario italiano hanno proseguito per la via del ribasso fino alla fine dell’anno, non solo per le tensioni all’interno del Paese, ma soprattutto a causa delle politiche delle banche centrali in primis quella della Fed, allora ancora decisa a rispettare i suoi piani di rialzo dei tassi di interesse.

Lo spread pesa su Piazza Affari

Altro fattore che ha pesato sull’indice FTSE Mib è stato lo spread BTp-Bund, in particolare con il suo effetto negativo sul settore bancario italiano, il quale ha un peso significativo sul paniere di titoli che compongono l’indice azionario italiano.

Oltre ad essere un’indicatore di rischio sul Belpaese, questo indicatore comporta costi reali per lo Stato, già pesantemente indebitato. La correlazione spread BTp-Bund con i corsi azionari si è dimostrata particolarmente inversa, ossia ad un incremento dello spread è sempre corrisposto un calo dell’indice italiano.

Da inizio novembre il differenziale tra i due titoli di Stato è calato molto, tuttavia l’indice FTSE Mib ha invece proseguito orizzontalmente e, negli ultimi mesi con lo spread che continua ad oscillare stabilmente sotto i 300 punti base, il FTSE Mib sta mostrando un rialzo he riportato i corsi oltre i 20mila punti.

La fiducia dei consumatori italiani


Fiducia dei consumatori italiani da gennaio 2018. Fonte: Bloomberg

Analizzando la fiducia dei consumatori italiani si può notare che questa sia più correlata all’andamento dello spread più che ai ribassi dell’indice FTSE Mib. Si può notare chiaramente che il picco massimo è stato segnato nel mese di marzo, proprio quando lo spread ha abbandonato l’area di consolidamento attorno ai 200 punti base.

Di conseguenza, con il rialzo dello spread nel mese di maggio, la fiducia dei consumatori ha registrato simultaneamente uno dei ribassi più pronunciati del 2018, quando ancora lo spettro di recessione per il Belpaese e le prospettive di rallentamento economico globale non erano ancora evidenti.

Questo spiega perché al calo dello spread che si è verificato a novembre la fiducia dei consumatori ha nuovamente registrato valori in decrescita come tuttora sta segnando.

Non c’è fiducia sul rally

È vero quindi che l’andamento dello spread BTp-Bund può fornire un buon campanello di allarme per il futuro dei corsi dell’indice azionario italiano, ma gli indicatori di fiducia come quella dei consumatori, che continua a segnare minimi dopo minimi, fa pensare che il peggio non è ancora passato.

Del resto le prospettive economiche globali, seppur in miglioramento almeno sul fronte della guerra commerciale tra Washington e Pechino, non hanno ancora dato segnali di ripresa, anzi.

Se lo spread BTp-Bund può quindi fornire una fotografia di quello che è il rischio sull’Italia da parte degli investitori internazionali, i fattori in gioco sono ancora molti e ad oggi non hanno dato segnali di ripresa. Forse i mercati sono troppo focalizzati sulla risoluzione di alcune dispute economico-politiche più che sui dati macroeconomici.

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