Il piano del governo per evitare il lockdown: quando scatteranno nuove misure restrittive

Continua ad aumentare il numero dei nuovi positivi al coronavirus in Italia: nelle ultime 24 ore sono stati oltre 4.400, ma per evitare un lockdown sarà fondamentale tenere sotto controllo la pressione ospedaliera.

Il piano del governo per evitare il lockdown: quando scatteranno nuove misure restrittive

L’obiettivo numero uno è ben noto: evitare un nuovo lockdown a tutti i costi. L’Italia infatti non sarebbe in grado di reggere, sia dal punto di visto economico ma anche sociale, una nuova serrata generale dopo aver passato dentro casa una buona fetta di questo travagliato 2020.

La seconda ondata del coronavirus però sembrerebbe essere arrivata anche da noi, con i nuovi positivi che nelle ultime 24 ore sono stati ben 4.458, 22 invece i decessi, riportando così l’Italia ai livelli di aprile in termini di contagio.

Numeri in costante crescita che da giorni stanno allarmando il governo, che si sta prendendo tutto il tempo necessario per il nuovo DPCM, ha tempo fino al 15 ottobre, mentre il Consiglio dei Ministri ha appena prorogato lo stato di emergenza e reso obbligatorio l’uso della mascherina anche all’aperto e nei luoghi di lavoro.

Ma quando verrà superata la soglia che farà scattare nuove misure restrittive? Teoricamente non c’è una asticella numerica di nuovi contagi dal non dover oltrepassare, ma fondamentale sarà la situazione negli ospedali dove non deve aumentare la pressione per quanto riguarda le terapie intensive.

Covid: tutto per evitare un nuovo lockdown

Con la fine della stagione estiva, la riapertura delle scuole e l’aumento della capienza nei mezzi di trasporto pubblici, il governo aveva messo in conto in questo autunno un aumento dei contagi da coronavirus.

La curva epidemiologica sta tornando pericolosamente a crescere anche in Italia, ma c’è da dire pure che il nostro Paese finora se la sta cavando molto meglio di altri Paesi come la Francia e il Regno Unito dove la situazione è molto più preoccupante.

Guai però a credere di non essere a rischio: un po’ come facevano alcuni medici tradizionali cinesi, il paziente va seguito quando non è malato per prolungare il più possibile il suo stato di “benessere”.

Ecco dunque che il governo è intervenuto da tempo in maniera preventiva per evitare che la situazione possa aggravarsi: stretta sulle mascherine, campagna per promuovere l’uso della app Immuni e aumento dei tamponi per individuare tempestivamente i focolai.

Lo scopo è quello di evitare con tutte le forze un nuovo lockdown, ma tutto dipenderà dalla pressione ospedaliera visto che, se dovessero aumentare in maniera sensibile i ricoveri in terapia intensiva, il governo sarà comunque costretto a intervenire di nuovo.

Le possibili nuove misure

Per capire cosa potrebbe succedere si può prendere a esempio la provincia di Latina, dove a causa della presenza di diversi cluster è scattata la chiusura anticipata per pub e ristoranti, oltre a una stretta sul numero delle persone ammesse nei negozi, nelle palestre, nelle scuole di ballo e nelle feste private.

La strategia al momento è quella di effettuare dei mini-lockdown mirati nelle zone più a rischio, ma se la situazione dovesse precipitare in maniera diffusa ecco che queste misure potrebbero essere applicate in tutta Italia.

A differenza della prima ondata, questa seconda fase dell’emergenza sta colpendo il Paese in maniera più omogenea: al momento di conseguenza non si registrano particolari criticità ospedaliere anche perché i nuovi positivi sono soprattutto asintomatici e giovani.

Il problema però è che in estate governo e diverse Regioni non avrebbero svolto al meglio i compiti per le vacanze: gli appalti per le nuove terapie intensive sono ancora fermi e c’è una carenza di circa 3.000 anestesisti rianimatori.

Visti i dati degli ultimi giorni, si starebbe adesso cercando di accelerare i tempi per non farsi trovare impreparati in caso di un sensibile aumento dei ricoveri: se il nostro sistema sanitario dovesse reggere, allora l’Italia potrebbe evitare un nuovo lockdown nella speranza che il 2021 sia l’anno del vaccino al coronavirus.

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