Petrolio: riunione Russia-OPEC su produzione in forse, Iran grande ostacolo

Petrolio in discesa, in forse la riunione Russia-OPEC sul congelamento di produzione. L’Iran non ci sta.

Il petrolio torna a scendere, dopo aver toccato i massimi di tre mesi in settimana. Molti analisti avevano avvertito che la forte ripresa della quotazione dell’oro nero non sarebbe stata sostenibile a causa del continuo eccesso di offerta.

La notizia che oggi alimenta il ribasso del prezzo del petrolio è il possibile annullamento della riunione sul blocco di produzione che si sarebbe dovuta svolgere a Mosca il 20 marzo.

I futures sul Brent sono scesi a $40.15 al barile, in ribasso di 92 centesimi dalla chiusura di ieri, dopo aver toccato i massimi del 9 dicembre a quota $41.48.
Il greggio statunitense è in discesa di 60 centesimi a $37.69 al barile, in discesa dai massimi a $38.51.

Prezzo del petrolio in calo, no a riunione sulla produzione?

È improbabile che la riunione dei Paesi produttori di petrolio alla ricerca di un accordo sul congelamento della produzione possa avere luogo in Russia il 20 marzo, come riferito da delle fonti all’agenzia Reuters. L’Iran, membro dell’OPEC, ancora non ha confermato la sua partecipazione ad un eventuale accordo.

Alcuni rappresentanti dei Paesi OPEC, tra cui il ministro del petrolio della Nigeria, avevano anticipato che il 20 marzo si sarebbe tenuto un incontro a Mosca per ricercare un accordo sulla produzione e bloccarla ai livelli di gennaio - una conferma di quanto già stabilito il mese scorso da Arabia Saudita, Venezuela, Qatar e Russia, unico paese non OPEC coinvolto.

Iran, grande ostacolo

L’ostacolo più grande contro il raggiungimento di un accordo più ampio e completo è l’Iran. Teheran vuole essere esente dall’intesa poiché impegnata nel recupero della propria quota di mercato, persa durante il periodo delle sanzioni occidentali. Il Kuwait ha annunciato martedì di volersi impegnare nell’accordo se tutti i produttori principali tra cui l’Iran faranno lo stesso.

«Non si trovano d’accordo sulla riunione. Perché i ministri dovrebbero incontrarsi allora? L’Iran ha detto di non voler fare nulla»,

riferisce una fonte OPEC.

«Se solo l’Iran fosse d’accordo, le cose cambierebbero».

L’intesa sul congelamento della produzione ha aiutato il prezzo del petrolio a recuperare, dopo una profonda discesa innescata a metà del 2014 a causa dell’eccesso di offerta. Il Brent è scambiato sopra i $40 al barile, in rialzo del 50% dai minimi di 12 anni a $27,10 toccati a gennaio.

Alcuni hanno paura che se i produttori di petrolio si dovessero incontrare troppo presto senza la conferma di partecipazione da parte di tutti, i prezzi possano scendere ancora sulla delusione della mancanza di un accordo definitivo.

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