Petrolio, guerra dei prezzi: i vincitori saranno USA e Iran - Report AIE

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) prevede un riequilibrio del mercato petrolifero nel 2017, dopo il quale gli USA prenderanno il controllo della produzione non-Opec.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia, nell’annuale report di medio-termine sul petrolio, ritiene che gli Stati Uniti entro il 2021 guideranno il mercato della produzione di greggio. Nonostante il contesto di prezzi molto bassi, il mercato inizierà a ribilanciarsi nel 2017 e presto, dopo questo, il settore petrolifero statunitense potrebbe conoscere un robusto aumento della produzione.

L’AIE vede nell’Iran un altro Paese che conoscerà una forte espansione del settore petrolifero dopo il recente stop alle sanzioni internazionali che duravano da quasi 10 anni. Entro il 2021, USA e Iran saranno i leader per introiti da petrolio rispettivamente per i Paesi Non-Opec e Opec.

Report AIE: nel 2017 prezzi del petrolio torneranno in equilibrio

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) nel consueto rapporto annuale di medio-termine sul petrolio vede l’Iran e gli Stati Uniti come futuri leader del mercato petrolifero. Nonostante il forte ribasso delle quotazioni del greggio che sta mettendo in grossa difficoltà le compagnie petrolifere americane, per queste ultime e per le omologhe iraniane sembrerebbe esserci un futuro più che roseo secondo le stime dell’AIE.

Infatti l’Agenzia si aspetta un ribilanciamento del mercato petrolifero nel 2017, dal quale scaturirà una robusta crescita della produzione di greggio statunitense ed iraniana. L’AIE stima che entro il 2021 USA e Iran saranno i leader di mercato rispettivamente per i Paesi non-Opec ed Opec.

Nella seconda parte dell’outlook 2017-2021, si potrebbe assistere ad un rialzo delle quotazioni del greggio grazie allo scarso volume degli investimenti causato dalla chiusura di pozzi petroliferi e dal continuo taglio dei costi delle compagnie.

Petrolio: mercato in difficoltà dopo il crollo verticale delle quotazioni

Il mercato petrolifero quest’anno sta conoscendo un periodo di estrema difficoltà, vista la sovrapproduzione voluta dai Paesi dell’Opec per contrastare i rivali di mercato quali gli Stati Uniti e anche a causa dell’indebolimento generale della domanda dovuto al rallentamento dell’economia globale.

Agli attuali prezzi, molti produttori di petrolio (soprattutto quelli che estraggono greggio ad alto costo di estrazione) si sono trovati in difficoltà ed hanno dovuto tagliare la produzione, come successo agli USA recentemente.

Report AIE: USA saranno leader del mercato non-Opec

L’AIE da questo punto di vista vede segni di speranza. Secondo l’Agenzia infatti il ribilanciamento tra domanda e offerta sta arrivando. La stima per il 2015-2021 dell’AIE è di una sovrapproduzione di 4,1 milioni di barili al giorno, nettamente inferiore a quella generata nel periodo 2009-2015 di 11 milioni di barili al giorno.

La domanda globale di petrolio invece, dovrebbe crescere e raggiungere i 101,6 milioni di barili giornalieri entro il 2021.

Nonostante la contrazione dell’industria petrolifera statunitense, l’AIE prevede che la produzione americana di greggio si risolleverà fino al punto di toccare i massimi assoluti di 14,2 mln di barili al giorno entro il 2021 ma solo dopo una discesa nel breve periodo.

Come detto in precedenza, l’AIE stima che gli USA saranno i maggiori contributori alla crescita della produzione petrolifera tra il 2017 e il 2021, contando di più di due terzi sulla crescita dei Paesi non-Opec mentre nel medio-oriente l’Iran guiderà i profitti del mercato petrolifero dell’Opec.

Report AIE: taglio agli investimenti potrebbe ritorcersi contro il mercato

Tuttavia, la stessa AIE avverte che nonostante l’outlook positivo sulla produzione di greggio statunitense, persistono rischi che potrebbero minare le stime sui futuri prezzi del petrolio. Il maggiore rischio è che il taglio degli investimenti, adoperato per rispondere all’attuale calo dei prezzi del greggio, possa ridurre la crescita della fornitura in futuro.

Il direttore esecutivo dell’AIE, Fatih Birol, ha dichiarato che i tagli correnti agli investimenti nell’industria petrolifera, dovuti all’eccessiva fornitura attuale, potrebbero ritorcersi contro i mercati:

«E’ facile per i consumatori sentirsi cullati tra gli attuali prezzi bassi e le ampie scorte di petrolio. Si dovrebbero invece rendere conto che i tagli agli investimenti che stiamo vedendo adesso, aumentano le probabilità di spiacevoli sorprese provenienti dal mercato del greggio in un futuro non così distante.»

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