Petrolio: Venezuela e Goldman Sachs in allarme, prezzi a 20$ al barile nel 2016?

Il Venezuela e Goldman Sachs hanno lanciato l’allarme sulla possibilità che i prezzi del greggio vadano a 20$ a barile nel 2016. Serve cambio nelle politiche Opec sul greggio.

Il ministro del petrolio venezuelano Eulogio Del Pino e Goldman Sachs hanno lanciato l’allarme su una possibile precipitazione dei prezzi del peterolio a 20$ a barile nel 2016 a causa dell’eccedenza di offerta creata dai Paesi dell’Opec.

Venezuela e Goldman Sachs: nel 2016 petrolio a 20$ a barile

Il ministro del petrolio Eulogio del Pino nella giornata di ieri ha lanciato un allarme sui prezzi del greggio. Secondo il ministro, l’Opec non può permettere una guerra dei pezzi del petrolio e deve prendere in considerazione azioni volte a stabilizzare i prezzi del mercato al più presto.

Per Del Pino, infatti, i prezzi del petrolio potrebbero scendere intorno ai 20$ a barile nel 2016 se l’Opec non cambierà le politiche di produzione adottate negli ultimi tempi.

Anche Goldman Sachs, attraverso un portavoce, ha commentato nella giornata di oggi ad un programma radiofonico della BBC che i prezzi del petrolio potrebbero scendere a 20$ a barile.

Tuttavia, il portavoce ha sottolineato come ci sia solo il 15% di probabilità che ciò avvenga e, nel caso questo accadesse, sarebbe un’evenienza temporanea che creerebbe uno shock al sistema prima che il mercato si stabilizzi da solo.

I future sul petrolio hanno continuato la discesa durante le prime contrattazioni del mercato asiatico, calo che è stato ridimensionato dal taglio delle scorte statunitensi di greggio.

Petrolio: il 4 Dicembre riunione dell’Opec a Vienna. Analisti scettici

Anche il ministro delle Finanze algerino Abderrahmane Benkhalfa si è mostrato preoccupato dall’evoluzione dei prezzi del petrolio, dichiarando che gli utili generati dal settore energetico algerino sono visti in calo a 26,4$ miliardi per il prossimo anno, con conseguente ribasso delle riserve di moneta straniera a 121$ miliardi.

Il 4 Dicembre i Paesi dell’Opec si riuniranno a Vienna per decidere in merito alla politica da adottare sul mercato petrolifero. Gli esperti si aspettano un nulla di fatto da questa riunione con l’Iran pronto ad aumentare la produzione di 1 milione di barili se non verranno tolte le sanzioni al Paese.

In realtà il focus degli ultimi giorni è proiettato più sulla delicata situazione in Siria dopo l’intervento di Russia e Francia a seguito degli attacchi terroristici di Parigi. Nella giornata di domani il re di Giordania Abdullah volerà a Mosca per decidere con il presidente Putin come gestire i gruppi terroristici islamici in Siria.

L’attenzione è focalizzata sulla Siria (e sul rialzo dei tassi USA a Dicembre) che, pur non essendo un grande produttore di petrolio, ricopre un importante ruolo strategico nel commercio di greggio. Per ulteriori approfondimenti è possibile leggere il nostro articolo.

Fonte: businessinsider.com

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