Perché viaggiare quest’anno costa di più

Elisa Corpolongo

1 Agosto 2021 - 23:54

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I rincari dopo un anno dall’inizio della pandemia da Covid-19 si fanno sentire: ecco perché viaggiare quest’anno costa di più.

Perché viaggiare quest'anno costa di più

A dichiarare i rialzi da record sui viaggi per l’estate è l’Unione Nazionale Consumatori, che si è occupata di elaborare gli ultimi dati Istat stilando una classifica di prezzi più o meno alti, relativi a beni e servizi legati all’estate, alle vacanze e allo svago. La certezza è che l’aumento dei prezzi si farà sentire per gli italiani e, in particolar modo, al ritorno dalle vacanze.

Ad ogni modo, in testa ai rincari c’è il trasporto via mare, che vince nella classifica degli aumenti di prezzo con il 18,2% in più rispetto al 2020. A seguire ci sono poi i voli nazionali, aumentati di molto rispetto allo scorso anno; ma perché viaggiare quest’anno costa di più?

Villaggi vacanze e costi dell’estate 2021

Dopo voli e trasporti per via mare, anche i campeggi, gli ostelli e gli hotel hanno subito dei rincari. Lo stesso vale per i pacchetti turistici in generale. Infatti, i servizi ricreativi o finanche sportivi come piscine, palestre e stabilimenti balneari, costano di più rispetto a un anno fa.

Anche per chi voglia noleggiare un mezzo di trasporto, la situazione non cambia e i rincari si sono fatti sentire anche per il noleggio di appartamenti o case vacanza. Anche i costi del carburante sono visibilmente aumentati, rincaro che non inciderà a lungo andare solo sulle vacanze, ma anche in generale sulla vita degli italiani. Perfino musei e mostre presentano prezzi più elevati rispetto allo scorso anno. In più, i prezzi del cibo sono ai massimi già da qualche tempo.

Perché i costi dei viaggi sono più alti e viaggiare costa di più

I rincari delle vacanze 2021 potrebbero risiedere nella carenza di flusso che c’è stata durante l’ultimo periodo a causa del Covid-19. Uno dei motivi dell’aumento dei prezzi, infatti, potrebbe essere legato al fatto che la chiusura delle attività e la mobilità limitata del turismo ha fatto in modo che le strutture non potessero sostenere dei prezzi agevolati anche quest’anno.

Questo non è l’unico motivo. Infatti, un altro motivo potrebbe essere legato alla necessità di attuare le normative per la protezione individuale dettate dalla pandemia in corso. Infatti, le aziende, prime fra tutti ristoranti e hotel, hanno dovuto aggiornarsi di volta in volta con le nuove disposizioni in vigore per consentire un servizio che fosse sicuro il più possibile per il cliente e ciò potrebbe aver comportato il dover sostenere spese che devono essere recuperate in qualche modo.

C’è da dire, inoltre, che molti italiani sono scoraggiati alla partenza e questo sempre a causa della comunque possibile probabilità di contagio, nonostante la massima situazione di sicurezza che si possa creare. Ciò si riflette forse anche sui costi. Si pensi, per esempio, ai treni e alla capienza dimezzata, o alla impossibilità da parte degli eventi al chiuso di ospitare un numero abbastanza ampio di clienti da soddisfare gli incassi giornalieri interamente. Ad ogni modo, bisognerà vedere in quest’ottica, come sarà la situazione con le disposizioni inerenti al green pass.

La “tassa Covid” sull’estate del 2021

In tal senso, c’è anche chi arriva a parlare di “tassa Covid”, ossia quel pegno alto da scontare dettato dal dilagare dei contagi che, nonostante la pronta campagna vaccinale in corso, ha fatto pagare alle aziende e ai consumatori un prezzo molto alto in entrambi i sensi.

In merito al rincaro generalizzato sull’estate, comunque, c’è anche positività. Ad esempio, in merito all’ultima riunione Fed sull’andamento dell’economia, Jerome Powell si è mostrato ottimista su una possibilità di ripresa nel medio termine per l’intera economia.

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