Cosa è stato deciso nell’ultima riunione Fed

Elisa Corpolongo

28/07/2021

01/08/2021 - 22:11

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Ecco cosa si è deciso dopo l’ultima riunione della Fed: le dichiarazioni dall’andamento dell’economia, all’inflazione, al prospetto di ripresa.

Cosa è stato deciso nell'ultima riunione Fed

La valutazione dell’andamento della politica monetaria è migliore: la Fed lascia invariati i tassi di interesse e il costo del denaro resta tra lo 0 e lo 0,25%. La banca centrale ha affermato che l’economia americana ha compiuto progressi in direzione degli obiettivi della Fed e anche che l’inflazione è salita riflettendo comunque fattori transitori.

La Fed ha anche affermato che rischi legati all’outlook permangono ancora, ma l’economia pare stia continuando sulla via del rafforzamento. Stando sempre alle dichiarazioni della Fed, i settori colpiti in modo più duro dall’inizio del periodo della pandemia da Covid-19 stanno, seppur lentamente, mostrando dei miglioramenti, anche se non si sono ancora ripresi.

Cosa è stato deciso nell’ultima riunione Fed: pandemia e impatto sull’economia

La Fed ha dichiarato che l’economia è in balia dell’andamento pandemico e che i progressi legati alla vaccinazione potranno presumibilmente continuare a ridurre gli effetti della crisi che va avanti anche a livello economico, oltre che sanitario.

La Fed ha deciso di mantenere i tassi vicini allo zero per assicurare un sostegno all’economia attuale. Jerome Powell, il presidente della Fed, ha sottolineato che le condizioni del mercato del lavoro sono migliorate, ma che la strada della ripresa è ancora impervia e lunga da percorrere. L’inflazione resterà elevata ancora prima di iniziare una discesa - rimarca il presidente della Fed - e si interverrà qualora rimanesse troppo alta.

Tassi fermi, acquisti confermati: il comunicato emesso dopo la fine della riunione di luglio del Fomc sembra avere una luce in chiave positiva, ma si inizia forse a preparare il tapering, ossia la riduzione degli acquisti di titoli in futuro (ad oggi, si tratta di 80 miliardi di dollari al mese).

La banca centrale Usa: una nuova fase nella politica monetaria degli Stati Uniti

La banca centrale ha concordato sul fatto che gli acquisti di titoli sono stati lanciati lo scorso dicembre con l’idea di continuarli fino a quando non ci sarà prova di notevoli progressi avvenuti verso gli obiettivi di stabilità dei prezzi e massima occupazione.

Il Fomc continuerà a valutare i progressi verso questi obiettivi dichiarati durante il corso delle prossime riunioni e ogni decisione dipenderà da un’analisi dei dati ogni volta in arrivo. I cambiamenti saranno, comunque, comunicati con anticipo.

Con le parole di Jerome Powell si apre una nuova fase di transito nella politica monetaria degli Stati Uniti. Non tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, però. Se la domanda di lavoro è molto forte - ha spiegato il presidente della Fed - ciò significa che il mercato del lavoro ha ancora molta strada da fare. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 5,9%. Nonostante questo, rispetto allo scorso anno pare ci sia stata una crescita, anche se si è lontani da una ripresa nel settore dell’occupazione.

L’inflazione non preoccupa la Fed

Nonostante l’inflazione sia salita oltre il 5%, Jerome Powell ha spiegato che il rialzo è dovuto solo a pochi settori e che non si tratta di un’inflazione che si estende in modo generalizzato a tutta l’economia. Pertanto, l’aumento dei prezzi non è su scala generalizzata, ma riguarda alcuni settori contro i cui rincari bisogna intervenire, come le auto nuove o a noleggio, i biglietti aerei e pochi altri ambiti economici.

L’inflazione resterà alta - secondo le previsioni di Powell - nel primo periodo, mentre calerà nel medio termine, anche se difficilmente si può stabilire quando. Nel caso l’inflazione continuasse a salire, si useranno strumenti per ricondurla verso il 2%. Pare, comunque, che il periodo di “alta inflazione” sarà breve.

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