Perché Warren Buffett non investe in bitcoin e in oro?

L’investitore più famoso al mondo Warren Buffett ha deciso di non investire né in bitcoin né in oro. Come mai?

Perché Warren Buffett non investe in bitcoin e in oro?

Warren Buffett è il terzo uomo più ricco del mondo con un patrimonio di 75,6 miliardi di dollari. Egli fece la sua fortuna principalmente grazie agli investimenti finanziari, leggendaria è la sua capacità in questo campo, che gli è valso il soprannome di “Oracolo di Omaha”. Ha deciso, però, di non investire né in bitcoin né in oro, scopriamone le motivazioni.

Warren Buffet non investe in Bitcoin

Warren Buffett non investe in criptovalute e non ha quindi partecipato alla grande scalata del Bitcoin, la cui quotazione ha sfiorato recentemente quota 20.000 dollari, non credendo nelle potenzialità delle monete digitali.

Secondo l’Oracolo di Omaha il Bitcoin è un asset che non produce valore ed è dunque impossibile prevedere il suo andamento futuro. Per questa ragione la definisce una bolla sulla quale non è una buona idea investire.

Nel marzo del 2014 Warren Buffet spiegò inoltre che l’enorme valore intrinseco che ha accumulato il bitcoin doveva essere solo uno scherzo, a suo avviso, dato che il bitcoin è un metodo di trasmissione di denaro, come gli assegni. Possono quindi gli assegni apprezzarsi solo perché permettono transazioni di denaro? Questa è sostanzialmente la domanda che si poneva Buffet.

Warren Buffet non investe sull’oro

Per capire meglio il punto di vista di Warren Buffett sul bitcoin spieghiamo il motivo che lo ha portato negli anni a non voler investire sull’oro.

Il motivo principale resta lo stesso: l’oro non produce nulla. Buffet ammette che un piccolo utilizzo dell’oro esiste, per esempio ha un’utilità industriale e decorativa, che però è limitata ed incapace di assorbire la produzione.

L’Oracolo di Omaha sostiene che l’oro è un asset proprio come lo furono i tulipani nel 17° secolo, ovvero non ha nessuna utilità. Per Warren Buffet anche l’oro è una bolla e acquista valore solo perché gli investitori credono che l’oro ne abbia e quindi continuano a immettere denaro su questa materia prima.

È il cosiddetto “effetto carrozzone”, ovvero quando la gente fa una determinata cosa solo perché la maggioranza delle persone la sta facendo.

Secondo Buffet è l’istinto del gregge a far sì che un’oncia d’oro possa valere così tanto. Quella oncia d’oro sarà la stessa per l’eternità:

Se si possiede un’oncia d’oro per un’eternità, sempre un’oncia d’oro essa sarà fino alla fine

Per chiarire ancora meglio la sua posizione sull’irreale valore dell’oro, Warren Buffett lo fa con un esempio durante la sua lettera annuale del 2011:

Oggi la quantità di oro mondiale è di circa 170.000 tonnellate. Se tutto questo oro venisse unito formerebbe un cubo di circa 68 piedi per lato. A $1.750 per oncia (il prezzo dell’oro nel momento in cui Buffet scriveva, ndr) il suo valore sarebbe di $9,6 trilioni. Chiamiamo questa pila di cubi A.

Creiamo ora una pila B che ha lo stesso prezzo. Per questo, potremmo acquistare tutti i terreni coltivati ​​negli Stati Uniti (400 milioni di ettari con una produzione di circa $200 miliardi l’anno), oltre a 16 Exxon Mobils (la società più redditizia del mondo, che guadagna più di $40 miliardi all’anno). Dopo questi acquisti, avremmo avuto circa 1 trilione di dollari in più. Riuscite a immaginare un investitore con $9,6 trilioni che sceglie la pila A invece della pila B?

Il bitcoin e l’oro sono quindi, per Buffet, asset che non producono nulla. Il loro valore cresce solo perché le persone continuano a investirci del denaro. Sono quindi catalogate dall’Oracolo di Omaha delle «bolle».

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