Cripto, sì ma non troppo: il Congresso USA blocca il dollaro digitale mentre il mondo accelera

Redazione Crypto

6 Agosto 2025 - 07:08

Con 72 paesi che sviluppano una valuta digitale di banca centrale, gli USA vietano la propria. Una mossa che isola il dollaro e mina la leadership finanziaria globale.

Cripto, sì ma non troppo: il Congresso USA blocca il dollaro digitale mentre il mondo accelera

In un momento storico in cui 72 paesi stanno sviluppando o hanno già lanciato una propria valuta digitale di banca centrale (CBDC), gli Stati Uniti scelgono la via opposta. All’interno di un pacchetto legislativo volto a regolare il mondo delle criptovalute, il Congresso americano ha approvato una norma che vieta esplicitamente la creazione di un dollaro digitale, segnando un nuovo passo verso una forma di “eccezionalismo” americano che rischia di diventare un boomerang economico e geopolitico.

L’ironia sta nel fatto che questa decisione arriva proprio mentre gli USA sembrano finalmente voler offrire un quadro normativo più chiaro per l’industria cripto. Il pacchetto legislativo contiene infatti misure positive: definizione dei ruoli tra CFTC e SEC, regole più chiare per le stablecoin e un impulso all’innovazione nei pagamenti digitali. È come se il Congresso avesse premuto l’acceleratore e il freno contemporaneamente.

A complicare ulteriormente il quadro, la legge anti-CBDC è stata approvata grazie alla spinta di politici che nutrono un profondo sospetto nei confronti della Federal Reserve e dello Stato stesso. Il timore, alimentato da paragoni con il sistema di sorveglianza finanziaria cinese e l’e-yuan, è che una CBDC americana possa portare a un controllo eccessivo delle abitudini di spesa dei cittadini. Ma ignora completamente i meccanismi di tutela della privacy che, ad esempio, la Banca Centrale Europea sta integrando nel suo progetto di euro digitale.

Non mancano le preoccupazioni legittime. Le CBDC, offrendo un’alternativa diretta ai depositi bancari, potrebbero aggravare il rischio di corse agli sportelli in tempi di crisi. Tuttavia, casi recenti – come il crollo della Silicon Valley Bank nel 2023 – dimostrano che il panico finanziario è già in grado di diffondersi digitalmente. La risposta dell’Europa, che prevede limiti e intermediari per l’emissione di moneta digitale, mostra che le soluzioni esistono.

Il vero problema per gli Stati Uniti potrebbe però essere un altro: l’isolamento del dollaro dal circuito sempre più attivo delle CBDC interbancarie internazionali. Il progetto mBridge, sviluppato da paesi come Cina, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, mira proprio a creare un sistema di pagamenti internazionali che esclude il dollaro e aggira il rischio di sanzioni americane.

Affidarsi alle sole stablecoin, per quanto ancorate al dollaro, non è una garanzia a lungo termine. Anzi, potrebbe rivelarsi una strategia fragile in un panorama globale in cui l’adozione delle CBDC si espande velocemente e modifica profondamente le dinamiche della finanza internazionale.
Rifiutare una CBDC per principio ideologico potrebbe lasciare gli Stati Uniti non solo indietro nella corsa tecnologica, ma anche più vulnerabili nel mantenimento della propria egemonia economica. Una mossa che, sotto la patina della libertà individuale, rischia di compromettere la stabilità e la competitività del sistema finanziario americano nel lungo periodo.