Perché la Serie A adesso potrebbe non ripartire

Alessandro Cipolla

31 Marzo 2020 - 13:46

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Nonostante la volontà della governance del calcio italiano sia quella di riprendere dopo lo stop dettato dal coronavirus, tra i club di Serie A sta prendendo sempre più piede l’ipotesi di non terminare la stagione.

Perché la Serie A adesso potrebbe non ripartire

Siamo sicuri che nel calcio italiano tutti abbiano voglia di finire questa travagliata stagione? Se da un lato nonostante l’emergenza coronavirus ancora sarebbe possibile tornare in campo e disputare le partite mancanti, diversi club della Serie A starebbero iniziando a farsi alcuni conti in tasca.

Con l’AIC che si è detta disponibile “a fare la propria parte”, in caso non si dovesse tornare in campo appare ormai certo che scatterebbe una sforbiciata del 30% agli stipendi di calciatori e allenatori sulla scia di quanto fatto dalla Juventus.

Questo taglio consentirebbe alle società di compensare in parte i mancati incassi dalle televisioni, dai botteghini e i rimborsi agli abbonamenti, ma una mano potrebbe arrivare dal settore del gioco tra l’idea di un nuovo Totocalcio, la sospensione del decreto Dignità per quanto riguarda la parte sullo sponsorizzare il gioco d’azzardo e l’istituzione di un fondo dove far confluire l’1% degli introiti derivanti dalle scommesse.

La conferma dell’attuale classifica in base all’ultimo turno completato e il congelamento delle retrocessioni, con la prossima Serie A a 22 squadre visto che comunque salirebbero Benevento e Crotone, è un’idea che sembrerebbe piacere alla maggior parte dei club, con Lazio e Napoli che invece sarebbero tra quelli che spingerebbero di più per completare la stagione.

In Serie A stagione finita?

Al momento appare difficile ipotizzare cosa ne sarà dei campionati di calcio. Il ministro allo Sport Vincenzo Spadafora ha dichiarato come nel prossimo decreto governativo ci sarà un prolungamento fino al 3 maggio dello stop ad allenamenti e partite.

Rimettendo la macchina in moto a inizio maggio, con l’Uefa che dopo lo slittamento degli Europei starebbe ora per dare il suo ok a poter giocare fino al 31 luglio anche se sarebbe da capire cosa ne sarebbe dei contratti in scadenza il prossimo 30 giugno, volendo ci sarebbe lo spazio per finire i campionati.

Tutto però dipenderà dall’evoluzione dell’emergenza coronavirus in Italia: anche se gli ultimi dati sono positivi, ancora appare prematuro fare programmi con l’unica certezza è che comunque si giocherebbe a porte chiuse.

Se alla fine si dovesse decidere di non terminare questa stagione, si è parlato di una possibile perdita economica per la Serie A che potrebbe arrivare complessivamente fino ai 700 milioni.

Perdite che però abbiamo già visto come potrebbero essere compensate, se non totalmente, di certo in buona parte. In uno scenario del genere e con la classifica congelata senza retrocessioni, sono molti i club soprattutto tra le provinciali e tra chi ha un posto garantito in Champions che non avrebbero molta voglia di tornare in campo.

Oltre alla governance del pallone italico, che teme molto anche il contraccolpo d’immagine oltre a quello economico, sarebbero Claudio Lotito e Aurelio De Laurentiis a spingere per tornare in campo.

La Lazio infatti con uno stop vedrebbe sfumare il sogno Scudetto che verrebbe assegnato alla Juventus, mentre il Napoli resterebbe fuori dall’Europa senza poter neanche proseguire l’avventura in Coppa Italia.

Se Champions ed Europa League dovessero riprendere, le italiane rimaste in campo potrebbero così concentrarsi sulle Coppe invece di prendere parte a un tour de force estivo per finire il campionato, anche se a quel punto dovrebbero con ogni probabilità giocare le loro gare fuori dall’Italia.

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