Pensioni: uscita 2 anni più tardi nel dopo Quota 100. L’ipotesi

Teresa Maddonni

19 Ottobre 2021 - 09:58

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Quota 102 è la soluzione per le pensioni cui starebbe pensando il governo per il dopo Quota 100. Una fase di transizione con l’uscita flessibile che potrebbe durare due anni.

Pensioni: uscita 2 anni più tardi nel dopo Quota 100. L'ipotesi

Il futuro delle pensioni è con l’uscita uno o due anni più tardi rispetto all’attuale Quota 100.

Oggi la cabina di regia e poi il Consiglio dei Ministri per il Documento programmatico di bilancio da inviare a Bruxelles che anticipa quella che è la struttura della Manovra.

La riforma delle pensioni deve quindi necessariamente trovare spazio nella prossima Legge di Bilancio 2022 per superare Quota 100, motivo per cui si pensa a una sorta di fase di transizione che si sintetizza con la sigla Quota 102.

Si tratta di pensioni con flessibilità in uscita due anni più tardi rispetto all’attuale Quota 100 e non solo. Vediamolo nel dettaglio.

Pensioni: uscita 2 anni più tardi con Quota 102

Per le pensioni si parla di Quota 102, un’uscita in anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia fino a due anni più tardi rispetto all’attuale Quota 100.

Una flessibilità in uscita che non vede troppo d’accordo il fautore di Quota 100, Matteo Salvini, che di flessibilità ne vorrebbe di più.

Oggi si va in pensione con Quota 100 con 62 anni di età e 38 di contributi, ma per le pensioni del futuro con Quota 102 l’uscita si avrebbe a 64 anni età, mantenendo il requisito contributivo invariato, quindi 38 anni. La flessibilità in uscita con la Quota 102 potrebbe anche concretizzarsi con pensioni a 63 anni con 39 di contributi

La Quota 102 potrebbe essere la soluzione per le pensioni di coloro che ricadono nel sistema misto, quindi in parte contributivo e in parte retributivo. La Lega tuttavia, che vorrebbe un prolungamento di Quota 100 senza il ritorno alla Fornero, chiede di più per le pensioni.

Pensioni: Ape sociale “rafforzata” e Opzione donna

E accanto all’opzione di Quota 102 per le pensioni dal 2022 in Legge di Bilancio, si troverebbe anche la proroga di Ape sociale e di Opzione donna.

Ape sociale nel dettaglio sarebbe “rafforzata” con l’ampliamento della platea dei beneficiari con un aggiornamento della lista dei lavori gravosi. Ape sociale, che viene prorogata di anno in anno, nella versione rafforzata la si vorrebbe rendere strutturale.

Al solito Opzione donna permetterebbe di uscire in anticipo alle lavoratrici con 58 anni di età (59 per le autonome) e 35 anni di contributi.

Ma per le pensioni del futuro con 5 anni di anticipo si andrebbe a puntare per il prossimo anno su una proroga de contratto di espansione, per il quale abbiamo visto nel 2021 un allargamento della platea aprendosi alle aziende con 100 dipendenti; nel 2022 potrebbe arrivare addirittura ad aziende con almeno 50 dipendenti.

Per tutto ciò sarebbero necessari 1,5 o 2 miliardi di euro. Per i dettagli occorre attendere l’esito della riunione di oggi, i prossimi incontri e il Consiglio dei Ministri sulla Legge di Bilancio 2022.

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