Pensioni, novità: Opzione donna, precoci e usuranti, cosa cambia da settembre

Pensioni news: come cambiano le normative per alcune categorie di lavoratori a partire da settembre? Vediamo insieme come muta la situazione dopo l’approvazione della Legge di Stabilità.

La riforma delle pensioni è stata discussa venerdì 26 agosto e sia i sindacati che gli esponenti del Governo si sono dichiarati soddisfatti delle trattative. Le parti in causa sono riuscite a stabilire un calendario comune e a gettare le basi per gli accordi. I segretari generali hanno messo in luce alcune proposte necessarie per andare nella direzione giusta con questa riforma; mentre il Governo si è dichiarato disponibile a cercare nuovi fondi e ad accogliere alcune delle richieste dei sindacalisti.

Tra le varie proposte c’è anche quella avanzata da Confindustria, che potrebbe anticipare buona parte dei finanziamenti per il pensionamento anticipato. Questa possibilità verrà discussa in una trattativa specifica che avrà luogo il 1° settembre e darà il via all’ultimo intenso periodo di trattative.
I sindacati dovranno infatti capire cosa e soprattutto quanto costerà al lavoratore il prestito di Confindustria. Solamente nel caso in cui le proposte avanzate da Confindustria siano vantaggiose anche per i lavoratori allora i sindacati accetteranno il finanziamento.

Sembra invece che sarà prolungata la sperimentazione per l’Opzione donna e che verranno presi in esame dei finanziamenti ad hoc per i precoci e gli usuranti. In questi casi potrebbe essere richiesto anche l’intervento del datore di lavoro, che dovrebbe anticipare parte dei soldi per il programma Ape.
A settembre le manovre saranno inserite nella legge di stabilità e la riforma delle pensioni sarà applicata subito dopo l’approvazione.

Vediamo insieme quali sembrerebbero essere i cambiamenti in atto da settembre, che dovrebbero portare ad un cambiamento radicale del sistema pensionistico e alla correzione della legge Fornero.

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Pensioni, novità: cosa succede all’Opzione Donna?

I rischi di un’abolizione del progetto Opzione donna sembravano molto alti e i sindacati avevano già iniziato una battaglia per provare a reintrodurla. Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha però rassicurato le parti sociali affermando che lui stesso si occuperà del progetto.

Il programma prevede che le lavoratrici con 57 anni e 3 mesi per il settore pubblico e 58 anni e 3 mesi per il privato possano richiedere il pensionamento anticipato. Questa opzione è però possibile solo quando sono stati maturati 35 anni di contributi.
L’Opzione donna ha riscosso da subito una buona adesione, ma la sperimentazione si conclude quest’anno e per continuare si dovranno trovare nuovi fondi.
Poletti si è impegnato proprio a fare ciò, trovare dei nuovi finanziamenti e far diventare l’Opzione Donna una possibilità stabile per l’uscita anticipata.

Il problema al momento è solo dove riuscire a trovare le risorse, ma il Ministro del Lavoro non ha dubbi che riuscirà nella sua impresa. Nel frattempo l’Opzione donna verrà estesa anche alle lavoratrici che hanno maturato i requisiti richiesti nel quarto trimestre del 2015.

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Pensioni, novità: come cambiano usuranti e precoci?

Uno scoglio non indifferente è quello dei lavoratori precoci, che hanno maturato i requisiti per andare in pensione, ma non hanno ancora l’età idonea per farlo. Questa categoria di lavoratori, essendo entrata nel mondo del lavoro molto presto, avrebbe diritto ad andare in pensione prima degli altri.
La Legge Fornero ha però reso impossibile ciò e molti lavoratori hanno dovuto accettare le conseguenze della riforma senza poter controbattere.

Adesso invece sembrerebbe che il Governo sia pronto a cambiare direzione e ad applicare degli sgravi solo per questa categoria e soprattutto a introdurre la quota 41.
A questi lavoratori potrebbe infatti essere destinato lo 0,3% che lo Stato richiede per la cassa integrazione e che dal prossimo anno non sarà più necessario.
Questo fondo potrebbe invece andare a coprire le spese per le manovre necessarie a precoci e usuranti. Non tutti i lavoratori sono uguali, dal momento che le aspettative di vita sono differenti e soprattutto le possibilità economiche sono differenti.

Per queste due categorie quindi le manovre ideate sarebbero senza penalizzazioni, come aveva proposto lo stesso Damiano, e soprattutto permetteranno di adeguare l’età pensionistica alle aspettative di vita.
Uno dei punti chiave sarà infatti quello di permettere ai lavoratori delle professioni usuranti di andare in pensione in anticipo rispetto agli altri. Le aspettative di vita per questa categoria sono infatti molto più basse in confronto ad altri e si deve tenere conto di questo fattore.

Per il momento però non si conoscono ancora i dettagli delle manovre, dal momento che le trattative tra Governo e sindacati sono ancora aperte e riprenderanno a settembre. Sarà però necessario creare una maggiore parità sociale, come richiede Cesare Damiano da mesi, e soprattutto creare una riforma che sblocchi il mercato del lavoro italiano.

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