Pensioni donne, il punto della situazione. Opzione donna estesa anche agli uomini?

Tra i problemi che dovrà affrontare il nuovo Governo c’è anche quella delle pensioni delle donne. Ecco qual è il punto della situazione.

Pensioni donne, il punto della situazione. Opzione donna estesa anche agli uomini?

Che la situazione in materia di pensioni non sia facile, non è certo una novità dell’ultima ora.

La riforma avvenuta nel 2011 con la Legge Fornero, che ha modificato drasticamente il sistema pensionistico italiano portando ad un brusco aumento dell’età pensionabile, ha acceso l’insoddisfazione dei lavoratori italiani che, alle ultime elezioni, hanno tenuto conto anche delle promesse fatte dalle forze politiche in gioco proprio sulle pensioni.

Ecco perché il Governo Conte si trova ora a dover trovare delle soluzioni che accontentino le aspettative di chi ha votato per Lega e M5S.

Tra i grandi delusi che aspettano risposte da parte del Governo ci sono senz’altro le donne: con la mancata proroga di Opzione donna, al momento conclusa al 31 dicembre 2015, è stata infatti cancellata l’unica misura di pensione anticipata ad esse riservata.

Quali saranno i prossimi passi del Governo in tal senso? Ecco il punto della situazione.

Proroga di Opzione donna

Sono molte le lavoratrici che chiedono al Governo un impegno preciso per la proroga di Opzione donna, la misura che consentirebbe loro di andare in pensione anticipata accettando una decurtazione sull’assegno pensionistico.

Ricordiamo infatti che Opzione donna consente il prepensionamento con 57/58 anni di età e 35 anni di contributi versati: di contro, chi decide di accedere a tale regime, accetta che la pensione venga calcolata con il metodo contributivo.

Opzione donna al momento però risulta conclusa al 31 dicembre 2015, trattandosi di un regime sperimentale, e non essendo mai stata inserita la prosecuzione della misura nelle successive Leggi di Stabilità.

Tra le promesse delle due forze politiche che formano il Governo c’era anche la proroga della misura, motivo che ha spinto molte lavoratrici a dare fiducia a Lega e M5S. Per ora, tuttavia, l’esecutivo in materia di pensioni si sta concentrando soprattutto sulla Quota 100 e ancora non è stato preso un impegno concreto in tal senso.

Lavori di cura

Ma per le pensioni delle donne l’unica strada percorribile non sembra essere solo quella della proroga di Opzione donna. Lo sa bene il Comitato Opzione donna social che da mesi si sta battendo per il riconoscimento dei lavori di cura, ossia il riconoscimento del lavoro di assistenza svolto dalle donne all’esterno dell’ambito professionale, che dovrebbe favorire un accesso agevolato alla pensione in virtù proprio della difficoltà di conciliare vita lavorativa e familiare.

A tal proposito l’appello è stato lanciato alle principali sigle sindacali, affinché possano sostenere le istanze delle donne di fronte al nuovo Governo.

Opzione donna estesa anche agli uomini?

Ma c’è anche chi va oltre e non pensa solo alla proroga di Opzione donna ma anche all’estensione della misura agli uomini in virtù del principio della non discriminazione di genere.

La proposta è stata lanciata da Fratelli d’Italia, che sta pensando di presentare una risoluzione (ossia un atto con valore procedurale di indirizzo del Governo) per chiedere l’estensione dei benefici finora pensati per le donne anche agli uomini.

Secondo Giorgia Meloni, infatti, un provvedimento del genere consentirebbe anche la creazione di nuovi posti di lavoro per i giovani.

Il problema resta sempre uno solo: quello delle coperture economiche.

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