Pensione: conviene riscattare la laurea per andarci a 64 anni

Simone Micocci

25/06/2021

25/06/2021 - 22:38

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Andare in pensione a 64 anni: anche il riscatto della laurea può essere d’aiuto. Di seguito vi spieghiamo il perché.

Pensione: conviene riscattare la laurea per andarci a 64 anni

Per andare in pensione a 64 anni potrebbe essere d’aiuto ricorrere al riscatto della laurea (non agevolato). Farsi carico dell’onore del riscatto degli anni di studio universitario, infatti, potrebbe regalarvi il vantaggio di poter andare in pensione con largo anticipo rispetto a quanto previsto dalla pensione di vecchiaia.

Nel dettaglio, ci sono maggiori possibilità di raggiungere il requisito economico richiesto per l’accesso alla pensione anticipata riservata ai contributivi puri, grazie alla quale - a parità di anni di contributi (20) - si può andare in pensione a 64 anni anziché a 67.

Serve, tuttavia, aver maturato alla data del pensionamento un assegno d’importo pari o superiore a 2,8 volte l’assegno sociale. Non si tratta di un obiettivo così semplice da raggiungere, ed è per questo che eventualmente si potrebbe ricorrere ai vantaggi offerti dal riscatto - tradizionale - della laurea per riuscirci.

Pensione a 64 anni: chi può andarci

Concentriamoci per un attimo sui requisiti richiesti per l’accesso alla pensione a 64 anni di età secondo quanto previsto dall’opzione contributiva della pensione anticipata.

Questa è riservata esclusivamente a coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 e dunque rientrano interamente nel regime di calcolo contributivo della pensione. A questi viene data la possibilità di accedere alla pensione comunque con 20 anni di contributi, ma con ben tre anni di anticipo rispetto all’età pensionabile: 64 anni.

Come anticipato, però, è anche necessario soddisfare un requisito di tipo economico. Al momento in cui si fa domanda di pensionamento, infatti, è necessario aver maturato un assegno d’importo pari o superiore a 2,8 volte l’assegno sociale.

Nel 2021 l’assegno sociale ha un importo di 460,28€ mensili (per tredici mensilità), equivalente dunque a 5.983,64€ l’anno. Ne consegue che requisito essenziale per andare in pensione a 64 anni è quello per cui l’importo dell’assegno non può essere inferiore a 16.754,19€ (annui e lordi).

Pensione a 64 anni: quanto bisogna guadagnare per andarci

Per raggiungere un tale obiettivo, secondo quelle che sono le regole del regime contributivo, bisogna aver maturato un montante contributivo almeno pari a 299.181,96€.

Ciò significa che un lavoratore dipendente deve aver percepito - nei 20 anni di lavoro richiesti per l’accesso alla pensione - stipendi di almeno 3.486,96€ lordi mensili, circa 1.700€ al mese. In questo modo - dunque con uno stipendio annuo e lordo appena superiore a 45.000€ - riuscirebbe ad accantonare per ogni anno di lavoro 14.959,00€ di montante contributivo, così appunto da raggiungere quanto richiesto.

Non un obiettivo semplice, si parla di stipendi molto elevati. A tal proposito, potrebbe essere d’aiuto appunto il riscatto della laurea per chi ha necessità di incrementare il montante contributivo.

Come il riscatto della laurea aumenta il montante contributivo

Attenzione: quanto segue vale solamente per il riscatto della laurea ordinario. Quello agevolato, infatti, va sì ad aumentare gli anni di contributi, così da farli valere per l’accesso alla pensione, ma non incrementa il montante contributivo.

Quanto speso, dunque, non si aggiunge all’importo della pensione futura.

Discorso differente per il riscatto ordinario, dove invece l’intero onere si va ad aggiungere al montante contributivo, aumentandolo.

Pensiamo, ad esempio, a un lavoratore che in media, per 20 anni, ha percepito una retribuzione lorda di 40.000€. Questo, non riuscirebbe a raggiungere il requisito economico per andare in pensione a 64 anni visti i motivi suddetti (in quanto il montante contributivo è pari a 264.000€).

Pensiamo, però, alla possibilità che questo decida di riscattare 5 anni di laurea. L’onere da pagare è pari all’aliquota di computo applicata all’ultima retribuzione percepita. Nel caso del lavoratore dipendente, dunque, è del 33%.

Questo, dunque, dovrebbe farsi carico di un costo pari a 13.200,00€ per ogni anno di università, a fronte di un costo complessivo di 66.000,00€. È vero che si tratta di un onere particolarmente elevato, ma è anche vero che questo si va ad applicare sul montante contributivo e dunque avrà dei notevoli vantaggi sulla pensione.

Si arriva, infatti, a un montante contributivo di 330.000,00€. Guardiamo a cosa cambia sulla pensione percepita (calcolo effettuato moltiplicando il montante contributivo per il coefficiente di trasformazione a 64 anni, 5,060% nel 2021):

  • pensione annua senza riscatto laurea: 13.358,40€
  • pensione annua con riscatto della laurea: 18.480,00€

Siamo, quindi, a circa 5.000€ in più l’anno e non solo; essendo nel caso del riscatto della laurea un importo superiore a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale, sarà anche possibile andare in pensione a 64 anni.

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