Pensioni, aumentano le anticipate: che fine farà Quota 100?

Teresa Maddonni

26 Marzo 2021 - 10:22

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Pensioni: nel 2020 c’è stato un ricorso alle misure che permettono l’anticipo, superiori a quelle di vecchiaia, tra cui figura Quota 100. Che fine farà con la scadenza alle porte?

Pensioni, aumentano le anticipate: che fine farà Quota 100?

Pensioni: aumentano quelle anticipate secondo i dati dell’Osservatorio INPS pubblicato il 25 marzo e a questo punto una domanda sorge spontanea: che fine farà Quota 100?

Tra le pensioni una delle misure più dibattute per l’anticipo è proprio Quota 100 per la quale termina il triennio di sperimentazione il 31 dicembre 2021.

Il ministro del Lavoro Andrea Orlando non ha tuttavia confermato che una riforma strutturale delle pensioni ci sarà nel breve periodo per superare Quota 100, sostenendo che non è una priorità al momento del governo.

Con la fine di Quota 100 dal 1° gennaio 2022 si andrebbe a creare lo scalone di 5 anni fino alla pensione di vecchiaia a 67 anni. Nel 2020, secondo i dati INPS, sono state 234.000 le pensioni anticipate e resta il dubbio, tra le varie ipotesi, sulla fine di Quota 100 e il suo superamento.

Pensioni, corsa alle anticipate nel 2020: dati INPS

Tra le pensioni secondo i dati INPS è corsa a quelle anticipate. In particolare l’Osservatorio sulle pensioni erogate da INPS nel 2020 sono state 234.000 quelle anticipate, rispetto invece alle 195.000 di vecchiaia e ai 1.387 prepensionamenti. Tra le forme di pensione anticipate ricordiamo infatti che c’è Quota 100 che scade il prossimo 31 dicembre 2021.

Ad andare in pensione con la modalità dell’anticipo sono stati:

  • lavoratori dipendenti, con 161.819 pensioni in anticipo a fronte di 100.036 pensioni di vecchiaia.
  • lavoratori autonomi con 72.959 pensioni con l’anticipo a fronte delle 95.895 di vecchiaia.

Le pensioni che INPS ha liquidato nel 2020 sono state 1.182.971 di cui il 40,7% di tipo assistenziale.

Per quanto riguarda invece le pensioni del nuovo anno nel settore privato sono state 17.799.649 di cui:

  • 3.816.971 (il 77,6%) di natura previdenziale;
  • 3.982.678 (il 22,4%) di natura assistenziale.

L’importo delle pensioni annuale nel complesso è stato pari a 212,9 miliardi di euro e di questi:

  • 190 sostenuti dalle gestioni previdenziali;
  • 22,9 da quelle assistenziali.

Pensioni: che fine farà Quota 100?

E per le pensioni resta, alla luce di questi dati che evidenziano un ricorso alle anticipate, una domanda: che fine farà Quota 100? Sarebbe esclusa una proroga sebbene come abbiamo detto la riforma delle pensioni non sarebbe una delle priorità del governo. Nel dettaglio tra le ipotesi per il dopo Quota 100 troviamo:

  • pensione a 64 anni con una pensione maturata che deve essere 2.8 volte l’assegno sociale. Si tratta di estendere quanto previsto dalla Legge Dini per coloro che hanno iniziato a versare i contributi dal 1° gennaio 1996 rientrando nel contributivo puro, anche a coloro che rientrano nel regime misto e che hanno iniziato a lavorare prima di quella data;
  • Quota 92 è la proposta di Graziano Delrio per i lavoratori usuranti che permetterebbe di andare in pensione a 62 anni di età con 30 anni di contributi. Con questo sistema si andrebbe a tagliare del 3% circa l’assegno di pensione.

Queste sono solo alcune delle ipotesi avanzate nelle ultime settimane, laddove i sindacati chiedono un tavolo con il governo:

“Sarebbe importante che il Ministro Orlando convocasse Cgil, Cisl e Uil per riaprire il confronto sulla previdenza, rispondendo alla richiesta che da diversi giorni gli abbiamo rivolto.”

Queste le parole del segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli, che ha aggiunto:

“Vorremmo capire dal nuovo governo se condivide l’idea di un intervento complessivo sulla previdenza che affermi la flessibilità in uscita, per noi dopo 62 anni o con 41 anni di contributi, che affronti il tema della prospettiva previdenziale dei giovani, la possibilità di andare in pensione in anticipo per chi ha fatto lavori gravosi e di cura, per le donne, e la tutela del potere d’acquisto delle pensioni. Se questi sono i temi da affrontare siamo già in ritardo e non c’è altro tempo da perdere.”

Di una riforma strutturale delle pensioni si parla ormai da oltre un anno, ma con la crisi pandemica il rallentamento è stato inevitabile. La scadenza di Quota 100 tuttavia è sempre più vicina e una soluzione dovrà essere trovata, come chiedono i sindacati, nel brevissimo tempo.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories
SONDAGGIO