Pensioni 2020: quando è necessario il preavviso?

Per le pensioni 2020 sono previste delle finestre mobili di uscita e un preavviso almeno di 6 mesi per i dipendenti pubblici che scelgono Quota 100. Vediamo come funziona e quando è necessario.

Pensioni 2020: quando è necessario il preavviso?

Per accedere alle pensioni nel 2020 è necessario un preavviso se si opta per Quota 100. Ma quando è necessario?

La riforma delle pensioni con il Decreto legislativo 4/2019 ha definito il pensionamento anticipato con Quota 100, misura confermata anche per il prossimo anno nella Legge di Bilancio 2020 ancora in bozza.

La legge stabilisce un preavviso di 6 mesi per i dipendenti pubblici che facciano richiesta dell’opzione avendone maturato i requisiti.

Per accedere alle pensioni nel 2020 esistono delle finestre mobili di uscita stabilite per legge che sono differenti a seconda che si tratti di dipendenti pubblici o privati, che si scelga Quota 100 o Opzione donna, anche questa prorogata al 2020.

Oltre la finestra di uscita, vale a dire il lasso di tempo dal raggiungimento dei requisiti alla possibilità di andare effettivamente in pensione, esiste il preavviso. Vediamo quando è necessario il preavviso per le pensioni 2020 e chi ne ha l’obbligo.

Pensioni 2020: preavviso con Quota 100, ecco per chi

Per le pensioni 2020 esiste con Quota 100 l’obbligo di preavviso, ma per chi?

Il preavviso di 6 mesi è riservato ai dipendenti pubblici. La legge, per andare in pensione anticipata con Quota 100 stabilisce delle finestre mobili di uscita che cambiano tra settore pubblico e privato. Vediamo come funziona.

Il dipendente pubblico che voglia andare in pensione anticipata con Quota 100 nel 2020 deve aver raggiunto 62 anni di età e 38 di contributi. La legge stabilisce tre finestre mobili, quindi tre possibilità di uscita, a seconda della tipologia del lavoratore che ne fa richiesta.

Se si tratta di un lavoratore del settore privato la finestra mobile si apre 3 mesi dopo il raggiungimento dei requisiti per andare in pensione anticipata con Quota 100. Per esempio chi avrà raggiunto i requisiti il 1° gennaio 2020 potrà andare in pensione a partire dal 1° marzo.

Per un dipendente pubblico la finestra mobile è più ampia ed è di 6 mesi. Se il lavoratore può andare in pensione con Quota 100 perché ha raggiunto i requisiti di 62 anni di età e 38 anni di contributi, dovrà aspettare sei mesi.

Non solo, il dipendente pubblico per legge è obbligato a un preavviso di 6 mesi. Il Decreto che disciplina Quota 100 all’articolo 14 comma 6 c) stabilisce che “la domanda di collocamento a riposo deve essere presentata all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di sei mesi”.

Per chi ha raggiunto i requisiti per andare in pensione con Quota 100 ed è dipendente pubblico, la finestra di 6 mesi decorre in ogni caso dalla presentazione della domanda di dimissioni all’ente per cui lavora.

Una terza opzione per quanto riguarda le pensioni 2020 con Quota 100 e relative finestre mobili è quella dei lavoratori pubblici del comparto scuola che devono fare necessariamente domanda, se raggiunti i requisiti, entro febbraio 2020 per andare in pensione nell’anno scolastico o accademico successivo.

Una finestra mobile di 3 mesi, al di fuori di Quota 100, è prevista anche per i lavoratori precoci, coloro che hanno iniziato a versare i contributi almeno un anno prima del compimento dei 19 anni di età e abbiano raggiunto 41 anni di contributi.

Per le pensioni nel 2020 anticipate non solo Quota 100 prevede la finestra mobile, ma anche Opzione donna, vediamo come.

Pensioni 2020: le finestre mobili di Opzione donna

Tra le novità per le pensioni 2020 vi è anche la proroga di Opzione donna in Legge di Bilancio. La pensione anticipata per le lavoratrici, come Quota 100, prevede delle finestre mobili tra il raggiungimento dei requisiti e la possibilità di congedarsi dal lavoro.

Opzione donna ricordiamo è pensata per le lavoratrici che abbiano compiuto 58 anni (59 per le autonome) e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2019.

La legge prevede per le lavoratrici delle finestre di uscita molto più ampie rispetto a Quota 100: 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le autonome dal raggiungimento dei requisiti.

Opzione donna prevede la possibilità di anticipare la pensione ma con una riduzione dell’assegno pensionistico. Rimandiamo a un articolo di Money.it per capire quanto si perde sull’assegno.

Nonostante ciò le domande sembrano aumentate, specie dalle fasce deboli della popolazione, diventando una sorta di soluzione per le disoccupate.

Intanto per le pensioni 2020, pur avendo raggiunto i requisiti, toccherà aspettare un lasso di tempo variabile a seconda della categoria di appartenenza prima di godere dell’assegno.

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