Pensione quota 41: si può lavorare dopo la decorrenza?

Lorenzo Rubini

25 Marzo 2021 - 15:31

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Per chi accede alla pensione con la quota 41 precoci è possibile riprendere a lavorare dopo la prima decorrenza del trattamento previdenziale?

Pensione quota 41: si può lavorare dopo la decorrenza?

I lavoratori che accedono alla pensione, molto spesso, si trovano a percepire un assegno mensile inferiore allo stipendio che percepivano durante l’attività lavorativa e proprio per questo potrebbe nascere l’esigenza di integrarlo lavorando. E’ sempre possibile?

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno
Io andrei a giugno in pensione a 59 anni con 41 anni di contributi come lavoratore precoce e che assiste madre con 104
Desidero saper dopo la pensione posso lavorare come dipendente part-time?
O comunque posso lavorare poiché ho visto che la mia pensione sarà molto bassa
Grazie”

Lavoro dopo pensione quota 41

Anche se il divieto di cumulo tra redditi da lavoro e redditi da pensione è stato definitivamente abolito premettendo, di fatto, al lavoratore che accede alla pensione di riprendere l’attività lavorativa (o di continuarla nel caso di tratti di un lavoratore autonomo), ci sono misure che fanno eccezione.

Per chi accede alla pensione di vecchiaia, alla pensione anticipata, all’opzione donna e anche ad altre misure previdenziali, pur essendo richiesta la cessazione dal lavoro subordinato (per il lavoro autonomo non è richiesta cessazione), non è fatto divieto di riprendere l’attività lavorativa, anche con lo stesso datore di lavoro, dopo la decorrenza del primo pagamento della pensione.

Di fatto, quindi, il lavoratore dipendente può cessare di lavorare il giorno prima di accedere alla pensione, vedersi erogare il primo pagamento e ricominciare a lavorare nel giro di pochi giorni senza che questo influisca minimamente sul diritto alla pensione e sull’importo dell’assegno previdenziale.

Ma come dicevamo, non tutte le misure lo consentono ed, anzi, alcune lo vietano completamente. E’ il caso della quota 100, per esempio, che vieta il cumulo dei redditi da lavoro con quelli da pensione con l’esclusione dei redditi da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5mila euro annui e fino al compimento dei 67 anni di età necessari per accedere alla pensione di vecchiaia.

Per quanto riguarda la pensione quota 41 precoci, anche con questa misura sussiste il divieto di cumulo. Nel caso della pensione precoci, a differenza di quello che avviene con la quota 10, così come previsto dalla legge 232 del 2016, il divieto riguarda l’intero periodo dell’anticipo che separa il lavoratore dal ipotetico diritto alla pensione anticipata ordinaria.

Nel suo caso, quindi, che accede con 41 anni di contributi il divieto di cumulare redditi da lavoro con quelli da pensione esiste per un anno e 10 mesi, ovvero fino a quando non avrebbe raggiunto, continuando a lavorare, il diritto alla pensione anticipata.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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