Pensione quota 41: non a tutti i precoci disoccupati spetta

Lorenzo Rubini

30 Agosto 2021 - 19:26

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La pensione quota 41 è riservata esclusivamente ai lavoratori precoci che rientrano in determinati profili di tutela.

Pensione quota 41: non a tutti i precoci disoccupati spetta

Andare in pensione con 41 anni di contributi è una facoltà oggi riconosciuta solo ai lavoratori precoci che rientrano in uno dei profili di tutela che coinvolgono disoccupati, caregiver, invalidi, usuranti e gravosi. In questo articolo approfondiremo il diritto per i lavoratori precoci disoccupati rispondendo alla domanda di un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno volevo delle informazioni riguardo i lavoratori precoci io ho iniziato a lavorare nel Luglio del 79 ora dal Luglio 2019 sono in naspi chiedo se ora posso fare la domanda per la certificazione per i lavori precoci visto che quelle fatte prima mi hanno sempre respinte”

Pensione quota 41 disoccupati

Per avere diritto alla pensione con la quota 41 è necessario rientrare, innanzitutto, nei lavoratori precoci e, quindi, di aver versato almeno 12 mesi di contributi derivanti da lavoro effettivo prima del compimento dei 19 anni di età.

Poi non tutti i lavoratori precoci hanno diritto a questa tipologia di pensionamento ma solo quelli che rientrano nei profili di tutela menzionati in apertura. Per ogni profilo di tutela, poi, sono previsti requisiti stringenti da rispettare. Approfondiamo quello che viene richiesto ai lavoratori disoccupati per avere diritto alla pensione precoci.

La normativa di riferimento prevede che possano accedere alla pensione con 41 anni di contributi ed indipendentemente dall’età i lavoratori disoccupati a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o per risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria prevista dall’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, che abbiano terminato di fruire dell’intera Naspi spettante da almeno 3 mesi.

Hanno diritto al pensionamento, quindi, solo i lavoratori licenziati e non quelli che stanno fruendo la Naspi per scadenza contratto a termine. In caso, infatti, di disoccupazione a causa della scadenza di un contratto a tempo determinato, pur spettando la fruizione dell’indennità di disoccupazione, non vi è diritto di accesso alla pensione con la quota 41.

Se, quindi, sta percependo la Naspi a seguito di un licenziamento potrebbe essere che le precedenti domande di pensione siano state rigettate perché presentate con troppo anticipo rispetto alla decorrenza del trattamento (considerando che il diritto si acquisisce solo trascorsi 3 mesi dal termine della Naspi). Ma se sta fruendo di indennità di disoccupazione dopo scadenza del contratto a termine la domanda le è stata respinta poiché non ha diritto alla pensione quota 41.

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