Pensione, è necessario sempre attendere il compimento dei 67 anni?

Lorenzo Rubini

7 Giugno 2021 - 12:07

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Non per tutti i lavoratori è obbligatorio aspettare il compimento dei 67 anni per poter accedere alla pensione.

Pensione, è necessario sempre attendere il compimento dei 67 anni?

La pensione a 67 anni è riservata a coloro che non hanno desiderio di interrompere prima la propria attività lavorativa pur avendo i requisiti di accesso ad un anticipo e a coloro che non raggiungono, invece, nessuno dei requisiti previsti per l’anticipo. Tale misura, infatti, richiede, oltre all’età, anche il raggiungimento di almeno 20 anni di contributi.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno io ho 52 anni con 35 anni di lavoro posso andare con i 41 o devo andare in pensione con i 67 e quanto decurtano dall’assegno di pensione”

Pensione per forza a 67 anni?

L’attuale legge previdenziale, la legge Fornero, prevede due tipologie di pensionamento, quella di vecchiaia, al compimento dei 67 anni per chi ha almeno 20 anni di contributi, e la pensione anticipata ordinaria, che richiede 42 anni e 10 mesi di contributi agli uomini e un anno in meno per le donne.

A queste due misure, poi, si aggiungono la quota 41 per lavoratori precoci, una misura strutturale dedicata ai soli lavoratori che possano vantare almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni di età, ed una serie di misure in deroga come, ad esempio, la quota 100, l’Ape sociale, l’opzione donna.

La legge Dini del 1995, poi, ha previsto anche altre due tipologie di pensionamento, quella di vecchiaia contributiva (a 71 anni di età) e quella anticipata contributiva che richiede solo 64 anni di età.

E’ facile comprendere, quindi, che non è obbligatorio per il lavoratore dover per forza compiere i 67 anni per potersi pensionare: raggiungendo i requisiti richiesti dalle altre misure è possibile anche accedere prima di questa età.

Nel suo caso, avendo 35 anni di contributi e 52 anni di età suppongo abbia iniziato a lavorare a 17 anni e di fatto rientra nella categoria dei lavoratori precoci. Potrebbe accedere al pensionamento con 41 anni di contributi solo nel caso che si ritrovi in uno dei profili di tutela previsti dalla normativa della quota 41, ovvero: disoccupati, invalidi, caregiver, usuranti o gravosi.

Anche se non rientra nella possibilità di pensionamento con 41 anni di contributi, in ogni caso, non è costretto ad attendere il compimento dei 67 anni per la pensione visto che è possibile accedere, indipendentemente dall’età per gli uomini che raggiungono i 42 anni e 10 mesi di contributi.

Se, quindi, non dovesse rientrare nel diritto della quota 41 potrà accedere al pensionamento al raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi di contributi (a circa 60 anni, quindi). Per quanto riguarda, infine, l’importo della pensione sia con la quota 41 che con l’anticipata ordinaria non sono previste penalizzazioni e l’assegno è calcolato in base ai contributi versati e al coefficiente di trasformazione riferito all’età di accesso.

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