Pensione di vecchiaia a 67 anni: non spetta a tutti

Lorenzo Rubini

27 Aprile 2021 - 12:16

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Contrariamente a quanto si crede non tutti avranno diritto alla pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni. Vediamo perchè.

Pensione di vecchiaia a 67 anni: non spetta a tutti

La pensione di vecchiaia si raggiunge al compimento dei 67 anni ma possono presentare domanda per averla solo coloro che hanno versato almeno 20 anni di contributi. A tutti quelli che non soddisfano il requisito contributivo la prestazione non spetta.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Ma la pensione di vecchiaia non la danno a tutti, a prescindere se abbiano lavorato o no?”

Pensione di vecchiaia non per tutti

Ebbene no, la pensione di vecchiaia a 67 anni non spetta a chi non ha mai lavorato. Per averne diritto, infatti, c’è bisogno di aver versato almeno 20 anni di contributi e, quindi, aver lavorato almeno 20 anni o aver versato, per la stessa copertura temporale, contributi volontari.

A chi manca il requisito contributivo, quindi, la pensione di vecchiaia non spetta. Anche se ci sono diverse possibilità di accesso con 15 anni di contributi per chi rientra nelle 3 deroghe contenute nella Legge Amato del 1992 o con 5 anni di contributi per chi rientra nella pensione di vecchiaia contributiva.

In assenza di contributi versati, però, la pensione a 67 anni non spetta. E’ una falsa credenza, quindi, quella di essere convinti che anche senza aver mai lavorato in ogni caso al momento della pensione la prestazione spetti a tutti.

E’ pur vero che per chi non ha diritto alla pensione di vecchiaia vi è la possibilità, se le condizioni economiche sono disagiate, di ricevere l’assegno sociale al compimento dei 67 anni, ma è doveroso dire che questa prestazione assistenziale spetta solo in presenza di precisi requisiti reddituali. Per capire come potrebbe funzionare e perché non spetta a tutti portiamo qualche esempio.

Prendiamo il caso della donna che arriva ai 67 anni senza aver versato contributi: decide di chiedere l’assegno sociale ma non glielo riconoscono perché il marito, ex lavoratore, ha avuto accesso alla pensione di vecchiaia e percepisce un reddito annuo superiore a quello previsto dalla legge che regola l’erogazione dell’assegno sociale.

Oppure il caso dell’uomo che arriva ai 67 anni senza diritto alla pensione di vecchiaia ma non gli viene riconosciuto l’assegno sociale perché la moglie, più giovane, lavora e percepisce uno stipendio.

Questi solo due dei casi in cui l’assegno sociale non viene riconosciuto, ma ostativi al riconoscimento possono essere anche possedimenti (ad esempio se si possiedono immobili che non siano prima abitazione, terreni, conti in banca con risparmi di una vita ecc...).

L’assegno sociale al posto della pensione, infatti, viene riconosciuto limite di reddito è pari ad 5.824,91 euro annui e 11.649,82 euro, se coniugato (fa fede la somma dei redditi propri e del coniuge).

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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