Pensione con 41 anni di contributi: quando è richiesto cambio di residenza?

Lorenzo Rubini

5 Luglio 2021 - 19:43

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La pensione quota 41 precoci prevede la possibilità di anticipo per coloro che assistono un familiare con handicap grave. Ma attenzione al requisito della convivenza.

Pensione con 41 anni di contributi: quando è richiesto cambio di residenza?

Non sempre è facile centrare i requisiti richiesti dalla normativa di riferimento per accedere al pensionamento con la quota 41 per lavoratori precoci. Nel caso del lavoratore che assiste un familiare con handicap grave va soddisfatto il requisito della coabitazione.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno vi chiedo un paio di precisazioni relative a 104 e pensione anticipata. Ho raggiunto i 41 anni di contributi versati e la mamma ha invalidità riconosciuta con 104. Da oltre 6 mesi usufruisco dei permessi mensili per assisterla. La mamma si è opportunamente trasferita da 2 anni al civico 7 di una palazzina dove al civico 5 della stessa palazzina e sulla stessa scala Interna ha residenza mia moglie e io ho il domicilio poiché lavoro in zona.
Con il patronato abbiamo fatto domanda di pensione anticipata ed abbiamo avuto risposta negativa in quanto la legge richiede la residenza con l’invalido.
Come è possibile risolvere tale situazione?
Il mio eventuale cambio di residenza comporterebbe svantaggi fiscali su molti fronti tipo Imu e Isee.
Si potrebbe fare ricorso con auto dichiarazione di domicilio visto che non è stata redatta in fase di domanda?
È opportuno richiedere la residenza temporanea e poi non confermarla a distanza di un anno?
Quali altre soluzioni suggerite?
Grato per la vostra attenzione e disponibilità saluto cordialmente.”

Pensione con 41 anni di contributi e cambio residenza

Per poter accedere alla pensione con la quota 41 al caregiver è richiesta la convivenza con il disabile da almeno 6 mesi. E la convivenza, nella maggior parte dei casi, è ratificata con il cambio di residenza.

Il cambio della residenza al caregiver non è richiesto in soli 3 casi:

  • quando di tratta di un genitore che deve assistere il proprio figlio
  • quando disabile e caregiver hanno residenza allo stesso indirizzo, stesso comune, stessa via e stesso numero civico ma interno dello stabile diverso
  • quando è possibile chiedere l’iscrizione al registro della popolazione temporanea richiedendo la dimora temporanea nel comune.

Partendo dal presupposto che il solo domicilio non basta ma occorre la residenza, pur avendo il domicilio a casa con sua moglie, il numero civico di sua moglie e quello di sua madre sono diversi e proprio per questo, seppur fosse bastato il domicilio, avrebbe dovuto cambiarlo lo stesso.

Per quel che riguarda la dimora temporanea, invece, è possibile richiederla solo qualora si abbia residenza in un comune diverso da quello del disabile. Se il comune di residenza è lo stesso l’iscrizione al registro della popolazione temporanea non è fattibile essendo già iscritti a quello dell’anagrafe.

Nel suo caso, quindi, l’unica soluzione è quella del cambio della residenza per avere diritto alla pensione con la quota 41. La tranquillizzo, in ogni caso, dicendole che a livello di ISEE il cambio di residenza non ha nessun effetto visto che anche se con residenza diversi i coniugi fanno parte dello stesso nucleo familiare ai fini ISEE.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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