Pensione con 41 anni di contributi: non è una scelta aperta a tutti

Lorenzo Rubini

21 Giugno 2021 - 14:36

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La pensione con 41 anni di contributi, attualmente, è riservata solo a coloro che rispettano i requisiti richiesti dalla quota 41.

Pensione con 41 anni di contributi: non è una scelta aperta a tutti

Andare in pensione con 41 anni di contributi non è una possibilità aperta a tutti, ma un lusso concesso davvero a pochissimi lavoratori visto che non basta soltanto essere precoci ma è necessario anche rientrare in uno dei profili di tutela previsti dalla legge.

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno ho bisogno di un chiarimento, io ho accettato 3 anni di mobilità, e a dicembre termina la mia naspi. E a febbraio compirà 41 anni di contributi, quindi per attendere la pensione devo aspettare 10 mesi, e nel frattempo pagare i miei 10 mesi di contributi, ma se io invece decidessi di andarci con i soli 41 anni (ovviamente credo penalizzata)comunque sarebbe possibile?intendo tecnicamente, attendo info grazie.”

Pensione con 41 anni di contributi

La pensione con 41 anni di contributi non è una possibilità aperta a tutti i lavoratori, almeno in base all’attuale normativa. Si tratta, infatti, di una misura studiata solo ed esclusivamente per i lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età, che rientrano in determinati profili di tutela.

Nello specifico, quindi, possono fruire della pensione con 41 anni di contributi:

  • lavoratori precoci che si trovano in stato di disoccupazione a seguito di licenziamento, anche collettivo, che hanno finito di fruire da almeno 3 mesi dell’intera Naspi spettante;
  • lavoratori precoci invalidi con percentuale pari o superiore al 74%;
  • lavoratori precoci caregiver che al momento della domanda di pensione si prendono cura da almeno 6 mesi di un familiare convivente con grave disabilità ai sensi della legge 104;
  • lavoratori precoci usuranti o gravosi.

Nel suo caso l’aver accettato la mobilità e l’aver diritto alla Naspi, seppur fosse una lavoratrice precoce, non la collocherebbe nel profilo di tutela dei disoccupati che hanno diritto alla quota 41 poiché la sua disoccupazione non risulta essere involontaria e a seguito di licenziamento.

Non potrà, quindi, accedere alla pensione con 41 anni di contributi neanche con penalizzazioni ma dovrà attendere di raggiungere, versando contributi volontari, i 41 anni e 10 mesi di contributi che le daranno diritto di accesso alla pensione anticipata ordinaria.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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