Gestione artigiani e commercianti: aggiornati al 1° gennaio 2022 i minimali e massimali retributivi. La tabella ci indica un aumento dei contributi dovuti.
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Non ci sono buone notizie per commercianti e artigiani, per i quali aumentano i costi da sostenere per la copertura previdenziale e assicurativa. Se da una parte l’aumento dell’inflazione - con un tasso di aumento dell’1,9% registrato dall’ISTAT nell’ultimo anno - favorisce chi è già in pensione con un aumento significativo dell’assegno, dall’altra questo sfavorisce chi invece ancora lavora e deve farsi carico dunque della copertura previdenziale e assicurativa.
Ne sono l’esempio artigiani e commercianti, per i quali dobbiamo segnalare un aumento dei contributi previdenziali dovuti per l’anno in corso. Ne dà notizia la circolare INPS 22/2022, con la quale vengono adeguati i minimali e i massimali di reddito - sui quali si applica il versamento dei contributi - tenendo conto dell’andamento dell’inflazione.
Di seguito vedremo quanto si spenderà nel dettaglio nel 2022 per il versamento dei contributi nella gestione commercianti e artigiani, ma vi anticipiamo che il calcolo non favorisce questa due categorie. Se per gli artigiani l’aggiornamento costerà circa 70,00€ in più, considerando l’assicurazione previdenziale minima, per i commercianti l’aumento si può quantificare in 133,00€.
Gestione artigiani e commercianti: le novità nel 2022
Come anticipato, dunque, l’aggiornamento di minimali e massimali si ripercuote negativamente sulle tasche di artigiani e commercianti, su quest’ultimi specialmente.
Questo perché dal 1° gennaio 2022 scatta per i commercianti l’aliquota aggiuntiva dello 0,48% - la quale assorbe il vecchio contributo dello 0,09% - introdotta per sostenere la stabilizzazione di quell’indennizzo previsto in caso di cessazione definitiva dell’attività, conosciuto meglio come rottamazione delle licenze.
Allo stesso tempo bisogna considerare la rivalutazione che ogni 1° gennaio 2022 si applica sia sull’importo delle prestazioni previdenziali e assistenziali, che sui versamenti contributivi. Nel dettaglio, l’ISTAT ha rilevato una variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie d’impiegati e operai pari all’1,9%.
Il combinato disposto tra le due novità, dunque, penalizza maggiormente i commercianti, mentre per gli artigiani è da considerare solamente l’effetto della rivalutazione dei minimali e massimali contributivi che comunque comporta un maggior esborso rispetto all’anno precedente.
Gestione artigiani e commercianti: le aliquote aggiornate
Nel 2022, dunque, si aggiornano anche le aliquote contributive, almeno per quanto riguarda i commercianti. Per questi, vista l’aggiunta della suddetta aliquota, si arriva a un 24,48%; nel caso dei giovani Under 21, però, questa è più bassa e pari al 23,28%.
Nel caso degli artigiani, invece, viene confermata l’aliquota contributiva del 24% che scende al 22,80% per gli Under 21.
Resta poi salva la possibilità per artigiani e commercianti Over 65 già titolari di pensione a carico dell’INPS, di chiedere la riduzione del 50% dei contributi dovuti alla propria gestione. E ancora, l’INPS ha confermato per il 2022 anche lo sconto contributivo che si applica per i lavoratori autonomi che hanno aderito al regime forfettario. Questi possono - su base volontaria - versare i contributi ridotti del 35%.
Gestione artigiani e commercianti: come funzionano i versamenti contributivi
Una volta fatta chiarezza sulle aliquote contributive, possiamo vedere come di fatto funzionano i relativi versamenti. Tali aliquote si applicano sulla totalità dei redditi d’impresa, ossia su quelli che vengono dichiarati ai fini IRPEF nell’anno che a cui la contribuzione riferisce.
Inizialmente, nelle prime scadenze, si considera dunque una base imponibile “provvisoria”, e tali versamenti si considerano dunque come un acconto. Il saldo - che verrà calcolato sul reddito definitivo ed effettivamente dichiarato al Fisco nel 2022 - verrà dunque effettuato in un secondo momento, esattamente nella primavera del 2023.
Nel considerare la base imponibile su cui va applicata l’aliquota contributiva bisogna però tener conto dei minimali e massimali di reddito, entrambi appunto aggiornati sulla base della rivalutazione dell’1,9%.
Nel dettaglio, l’aggiornamento ci porta alla seguente situazione:
- minimale di reddito per artigiani e commercianti: 16.243,00€;
- massimale di reddito per artigiani e commercianti: 80.465,00€ per quei lavoratori in possesso di contribuzione al 31 dicembre 1995 (che dunque rientrano nel calcolo misto della pensione) o sino al massimale di 105.014,00€ per i lavoratori che non avendo contribuzione maturata prima della suddetta data sono da considerare dei contributivi puri.
Vediamo le conseguenze di tale aggiornamento nella tabella seguente:
| Artigiani Over 21 | Artigiani Under 21 | Commercianti Over 21 | Commercianti Under 21 | |
|---|---|---|---|---|
| Aliquote fino a 48.279,00€ | 24,00% | 22,80% | 24,48% | 23,28% |
| Aliquote IVS sopra la quota eccedente i 48.279,00€ ed entro il massimale | 25,00% | 23,80% | 25,48% | 24,28% |
| Contributo annuo sul minimale* | 3.905,76€ | 3.710,84€ | 3.983,73€ | 3.788,81€ |
| Contributo mensile sul minimale** | 325,48€ | 309,24€ | 331,98€ | 315,73€ |
| Contributo annuo sul massimale per chi rientra nel calcolo misto* | 19.640,90€ | 18.675,32€ | 20.027,13€ | 19.061,55€ |
| Contributo annuale sul massimale per i contributivi puri* | 25.778,15€ | 24.517,98€ | 26.282,22€ | 25.022,05€ |
* Comprensivo di 7,44€ di maternità
** Comprensivo di 0,62€ di maternità
Le scadenze
Completiamo col vedere quando i contributi vanno versati. Nel dettaglio, per il versamento dei contributi dovuti sul minimale di reddito vanno considerate quattro scadenze:
- 16 maggio 2022;
- 22 agosto 2022;
- 16 novembre 2022;
- 16 febbraio 2023.
Per la quota a conguaglio, ossia per quei contributi dovuti sulla quota di reddito che eccede il minimale, sia il primo che il secondo acconto 2022 si pagano entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche.
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