Passaporto vaccinale per viaggiare in Europa: i Paesi che hanno detto sì

23 febbraio 2021 - 09:59 |
23 febbraio 2021 - 12:53 |

Il primo ministro greco ha proposto un certificato di vaccinazione Covid-19 per viaggiare in Europa senza restrizioni. La Spagna e altri vicini europei appoggiano l’idea. Intanto un Paese toglie già l’obbligo di quarantena per i turisti vaccinati.

Passaporto vaccinale per viaggiare in Europa: i Paesi che hanno detto sì

Un passaporto vaccinale per dimostrare che si è vaccinati, per poter viaggiare all’estero evitando restrizioni e quarantena.

Dopo un anno di limiti ai viaggi e frontiere chiuse torna in auge l’argomento passaporto vaccinale emerso a inizio pandemia, che ora sta diventando realtà per i viaggiatori.

La Grecia è pronta a introdurre questa novità, e altri Paesi come Spagna, Polonia, Danimarca, Estonia e Finlandia sono su questa strada. Nel frattempo le Seychelles sono diventate il primo paese al mondo a togliere l’obbligo di quarantena ai turisti che arrivano vaccinati, e Cipro ha in programma di introdurre il passaporto vaccinale entro la fine dell’anno.

L’iniziativa sembra trovi terreno fertile nei Paesi la cui economia si basa soprattutto sul turismo. L’allentamento delle misure per i viaggiatori che dimostrano di aver fatto il vaccino servirebbero quindi a dare una spinta alla ripartenza di questi Stati.

Grecia: certificato vaccinale per viaggi senza restrizioni

La Grecia si prepara ad accogliere i turisti in sicurezza per l’estate. Il primo ministro Kyriakos Mitsotakis durante il Forum Nueva Economia in Spagna ha ribadito l’importanza di raggiungere tempestivamente un accordo nell’UE sul certificato di vaccinazione unico e sull’attuazione di protocolli Covid-19 comuni.

“La priorità è rendere i viaggi più sicuri e facili. Abbiamo imparato la lezione dall’anno scorso e quest’anno apriremo con maggiore sicurezza”, ha detto. “Vogliamo che le persone che vengono in Grecia, Spagna, Portogallo, Italia si sentano al sicuro e che non entrino in una zona rossa”. Riguardo il ritorno alla normalità, almeno per quanto riguarda i viaggi, il premier è ottimista: “Credo che questo accadrà in primavera o sicuramente in estate quando avremo vaccinato una percentuale significativa della popolazione”.

Il certificato di vaccinazione per chi arriva dall’estero, ha specificato il presidente, non sarà obbligatorio e ai vacanzieri che ne sono sprovvisti non sarà impedito l’ingresso nel Paese, ma potrebbero essere soggetti a restrizioni come isolamento fiduciario o obbligo di tampone.

Il suo obiettivo è ottenere un certificato universale per l’Europa, affermando che se non sarà raggiunto un approccio unificato “la Grecia procederà bilateralmente con tutti i Paesi che ci interessano”

Anche la Spagna è d’accordo

Anche la Spagna è ottimista sull’idea del passaporto sanitario. Lo scorso mese Maria Reyes Maroto, ministro dell’Industria, del Commercio e del Turismo del governo di Sánchez, ha detto di condividere la proposta, aggiungendo che “potrebbe ripristinare la mobilità in tutta Europa”. Il ministro degli Esteri Arancha Gonzalez ha aggiunto che “La certificazione del vaccino è qualcosa verso cui stiamo andando inevitabilmente”.

Quali Paesi vogliono il passaporto vaccinale per viaggiare?

Anche il Regno Unito si starebbe preparando a introdurre un sistema di certificazione che consentirebbe ai cittadini vaccinati di viaggiare all’estero quest’estate. Questo strumento, in fase di sperimentazione, è al momento una specie di passaporto vaccinale che però viene usato dal NHS per tracciare chi è stato vaccinato piuttosto che per consentire di viaggiare all’estero senza restrizioni. Il passaporto, creato dalla società di biometria iProov e dalla società di sicurezza informativa Mvine, verrà rilasciato come app gratuita in modo che le persone possano dimostrare digitalmente che hanno ricevuto il vaccino.

il 21 gennaio l’Islanda è diventata il primo paese europeo a fornire certificati di vaccinazione Covid-19 ai cittadini che hanno ricevuto le due dosi, e riconoscerà certificati vaccinali simili emessi da qualsiasi altro Paese UE o Schengen. Anche Danimarca e Svezia hanno annunciato che distribuiranno passaporti vaccinali che non solo consentiranno ai cittadini di viaggiare, ma anche di cenare fuori nei ristoranti e partecipare a grandi eventi come concerti e festival. “Sarà un passaporto extra che potrai avere sul telefono per dimostrare che sei stato vaccinato”, ha detto il ministro svedese per lo sviluppo digitale, Anders Ygeman, aggiungendo che lo Stato potrebbe rilasciare i suoi primi certificati elettronici a giugno.

In un incontro con la Commissione europea, il ministro dell’Interno portoghese Eduardo Cabrita ha detto che la certificazione vaccinale semplificherebbe la gestione degli spostamenti internazionali, abolendo routine come i test PCR. Cipro è sulla stessa lunghezza d’onda. La nazione insulare del Mediterraneo ha annunciato che abolirà i requisiti sanitari come tamponi e quarantena per i viaggiatori che potranno dimostrare di essere stati vaccinati.

Lo scorso autunno l’OMS ha collaborato con l’Estonia per sviluppare un certificato di vaccinazione Covid-19 digitale utilizzando la tecnologia blockchain, e la Polonia ha lanciato il mese scorso il passaporto digitale per i vaccini: chi riceve due dosi del siero ottiene un documento di conferma con codice QR univoco scaricabile accedendo al portale della sanità pubblica con le proprie credenziali.

I limiti del passaporto vaccinale in Europa

Insomma, appare sempre più chiaro che in un futuro non troppo lontano per viaggiare più facilmente sarà richiesto un certificato sanitario per poter aprire le frontiere senza richieste di tampone o quarantena ai turisti che si sono vaccinati.

Come abbiamo visto, un numero crescente di Paesi sostiene questa idea e c’è chi la sta già mettendo in pratica. Restano comunque dei dubbi sulla validità di questo strumento visto che non è ancora stato dimostrato scientificamente che una persona vaccinata non può essere contagiosa.

Inoltre la distribuzione dei vaccini anti-Covid non è ancora così capillare e allineata in tutta Europa da poter prevedere il lancio dei nuovi passaporti senza che questa misura non venga tacciata come discriminatoria.

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