Quando potremo tornare a viaggiare? La previsione degli esperti

8 Marzo 2021 - 16:01

28 Aprile 2021 - 11:05

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Tra passaporti sanitari e formule di viaggio sicure, il settore del turismo cerca di ripartire entro il 2021. Ma quando potremo viaggiare di nuovo? Ecco qual è la situazione attuale, cosa significano i vaccini per i viaggi e quali misure saranno messe in atto per facilitarli.

Quando potremo tornare a viaggiare? La previsione degli esperti

Quando potremo tornare a viaggiare? L’agognato ritorno alla normalità che sogniamo da un anno a questa parte passa anche e soprattutto per la ripresa dei viaggi internazionali.

Una speranza arriva dai vaccini: con la campagna vaccinazione avviata ormai quasi in tutto il mondo, gli esperti sono ottimisti sul fatto che il turismo ripartirà pian piano quest’anno. Per dare una spinta alla mobilità internazionale e aprire una corsia preferenziale ai viaggi l’Europa sta anche valutando l’introduzione di certificati sanitari per i viaggiatori da lanciare entro l’estate.

Ma con il diffondersi delle nuove varianti la linea seguita in molte parti del mondo (Italia compresa) è ancora quella di disincentivare i viaggi non essenziali.

Quando potremo viaggiare di nuovo

Molte destinazioni sono aperte ai turisti italiani, ma in linea generale chi decide di partire - che sia per turismo o motivi di lavoro o necessità - si scontra ancora con diversi ostacoli che vanno dall’obbligo di tampone o quarantena prima della partenza o al rientro, alla scarsità di voli disponibili. In pratica per partire oggi bisogna controllare assiduamente, al momento della prenotazione e prima del viaggio, le regole dei Paesi. Senza considerare le restrizioni ad hoc previste per alcuni territori in cui la circolazione del virus e delle varianti è più alta.

“È probabile che il volume delle rotte non tornerà ai livelli pre-Covid prima del 2022”, dicono gli esperti alla CNN. “Se parliamo di viaggi di piacere a lungo raggio ottimisticamente torneranno a essere consentiti e consigliabili a partire da fine 2021, quando le vaccinazioni saranno ormai disponibili su vasta scala”.

Fino al 6 aprile in Italia gli spostamenti da e per l’estero sono vincolati dalle regole del Dpcm 2 marzo, con maggiori restrizioni previste per i viaggi da/per Brasile, Gran Bretagna e Austria. Al momento nessun Stato estero è ritenuto dal Ministero della Salute italiano a basso rischio epidemiologico, e i viaggiatori sono costretti a presentare tamponi negativi o isolarsi all’arrivo.

Il pass sanitario per tornare a viaggiare

L’International Air Transport Association (IATA) ha annunciato il lancio del suo Covid Travel Pass, il nuovo pass di viaggio digitale come via da seguire per la riattivazione dei viaggi aerei entro l’anno.

L’app, in fase di test da 30 vettori, consentirà di condividere e accedere a informazioni crittografate relative a tampone o vaccino effettuati dai passeggeri.

L’OMS ha suggerito cautela nei confronti dei pass sanitari, chiedendo alle autorità e agli operatori di viaggio di non richiedere la prova del vaccino come requisito per consentire i viaggi internazionali. Questo perché l’efficacia dei vaccini nel prevenire la trasmissione del virus non è ancora chiara e non tutti nel mondo hanno ancora accesso al vaccino in egual misura.

Le regole dell’Italia sui viaggi all’estero

Fino al 27 marzo in Italia è vietato qualsiasi spostamento tra Regioni per motivi all’infuori del lavoro, studio, salute e necessità, o rientro al proprio domicilio o residenza.

Il Dpcm 2 marzo, in vigore fino al 6 aprile, stabilisce che i viaggi da/per i Paesi UE e Schengen sono consentiti senza necessità di motivazione (fatte salve le limitazioni previste in Italia su base regionale), ma prima di organizzare lo spostamento si raccomanda di consultare la Scheda del Paese di interesse su ViaggiareSicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali.

Per l’ingresso in Italia oltre a compilare un’autodichiarazione, è obbligatorio informare del proprio ingresso in Italia il Dipartimento di Prevenzione della ASL competente, sottoporsi a tampone nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio italiano. In caso di mancata presentazione dell’attestazione relativa al test, si è sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria.

Consentiti anche gli spostamenti dall’Italia verso i Paesi dell’Elenco D (Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Tailandia) senza necessità di motivazione, ma ciò non esclude che questi Paesi possano ancora porre dei limiti all’ingresso. Al rientro in Italia è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni, compilare un’autodichiarazione, e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

Gli spostamenti da/per il resto del mondo sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. 

Fino al 6 aprile vige il divieto di ingresso in Italia per coloro che abbiano soggiornato/transitato in Regno Unito nei 14 giorni precedenti al tentativo di ingresso in Italia, tranne per chi ha la residenza anagrafica in Italia da prima del 23 dicembre 2020 o per chi si trova in stato di assoluta necessità, facendo un tampone entro 72 ore precedenti e sottoponendosi a isolamento domiciliare di 14 giorni all’arrivo.

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