PUBG bannato in India: il gioco non è sicuro?

PUBG mobile bannato in India: il gioco perde 40 milioni di giocatori. L’app non è sicura e mette a rischio la privacy dei giocatori? Ecco cosa è successo.

PUBG bannato in India: il gioco non è sicuro?

PUBG, ovvero PlayerUnknown’s Battlegrounds, è stato ufficialmente bannato in India: l’app mobile disponibile per iOS e Android è accusata dal governo indiano di furto dei dati degli utenti a loro insaputa. Il popolare gioco mobile non è sicuro?

Facciamo chiarezza: il ban di Fortnite da iOS ha aperto la strada a diversi futuri casi di ban d’eccezione, anche se nel caso di Epic Games la ragione della rimozione prettamente economica. PUBG è stato invece rimosso dagli smartphone degli utenti indiani con l’accusa di essere responsabile di un massiccio e segreto furto dei dati personali.

Non solo TikTok quindi: anche giochi popolari come PUBG finiscono nel mirino degli enti governativi, sempre più concentrati lato privacy. Ecco cosa è successo.

PUBG è pericoloso? I rischi per la privacy e il ban dall’India

La motivazione ufficiale del governo indiano dietro il ban di PlayerUnknown’s Battlegrounds, e di altre centinaia di app, è inerente a “forti preoccupazioni legate alla cybersicurezza”.

Il ban non arriva a sorpresa e si fa di fatto rivelatorio di un crescente clima di tensione tra India e Cina: dopo l’uccisione di 20 soldati indiani da parte dell’esercito cinese sull’Himalaya i rapporti si sono inaspriti. Ora arriva la risposta indiana e si fa sentire anche sul lato tech, dove vengono boicottati e proibiti diversi prodotti e servizi provenienti dai vicini cinesi (tra cui TikTok, l’app che sta dando problemi anche al governo statunitense).

Ma cosa c’entra PUBG che, come molti sapranno, non è un gioco cinese? La risposta è: Tencent Games. L’editore cinese è infatti il publisher dietro la versione mobile del popolare Battle Royale. Si tratta di una mossa destinata a far clamore e ad avere conseguenze pesanti anche oltre i confini indiani: solo in India PUBG è uno dei giochi più popolari che a oggi conta 40 milioni di giocatori.

Le conseguenze economiche per la Bluehole, l’azienda sudcoreana che ha sviluppato il gioco, date dalla perdita di un così largo bacino di utenti potrebbero essere significative. Più che rischio per la privacy PUBG paga il costo di una politica indiana estremamente restrittiva nei confronti della Cina, con un impatto che potrebbe essere destinato a colpire anche i giocatori oltreoceano.

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