Oro e petrolio: come cambiano le correlazioni tra materie prime alla luce del coflitto Mediorientale

Le quotazioni dell’oro sono di nuovo in crescita: si tratta di una nuova ripresa che lo riconfigura come bene rifugio o di un’escalation momentanea? Ecco quali sono le possibili interpretazioni di questo fenomeno e le correlazioni con l’andamento del petrolio.

L’oro sta vivendo un momento particolarmente positivo perché sta mettendo a segno un trend rialzista sostenuto, tanto che alcuni operatori finanziari hanno parlato di ritorno all’oro come bene rifugio. E’ davvero così? Per rispondere a questa domanda sono da considerare anche le eventuali correlazioni con l’andamento del petrolio che sta subendo un repentino rialzo delle sue quotazioni dopo l’inizio dei disordini in Yemen e del conseguente intervento militare dell’Arabia Saudita.

Per quanto riguarda le quotazioni dell’oro, occorre segnalare che, dallo scorso mercoledì tale materia prima ha iniziato a mettere a segno una serie di rialzi ininterrotti che durano da 7 sedute consecutive, la serie di rialzi più lunga negli ultimi due anni. L’oro ha subito continui apprezzamenti che lo hanno portato quasi a rompere, nei giorni scorsi, la soglia di 1207 dollari/oncia e lo fanno attestare oggi a quota 1201,53 (con variazione del 0.26 - rilevazione delle 13.00). Un andamento particolarmente positivo che potrebbe far pensare a un consolidamento delle posizioni dell’oro sopra quota 1200, di cui occorre comprendere le ragioni.

L’inizio dell’escalation del metallo giallo è iniziata lo scorso Mercoledì, quando la FED ha concluso la riunione in cui ha discusso del possibile rialzo dei tassi e del momento in cui tale decisione sarà effettivamente messa in campo. Sicuramente la situazione politica e militare che si sta configurando nello Yemen ha impresso una decisa accelerazione alle quotazioni dell’oro dal momento che ha colto del tutto di sorpresa gli operatori finanziari.

In altri termini mentre il rialzo delle quotazioni del petrolio (il Brent è attualmente scambiato a 58.25 dollari/barile con variazione del -1.59% dello mentre il WTI è scambiato a 50.59 dollari/barile con variazione del -1.63% - rilevazione delle 13.00) è stato determinato dai venti di guerra che spirano nella penisola arabica e dalla possibile interruzione delle rotte petrolifere che transitano per il Golfo di Aden, l’oro è tornato improvvisamente ad essere considerato come un sicuro bene rifugio (come sta accadendo per il dollaro), sfiorando in alcuni momenti anche la soglia dei 1220 dollari l’oncia.

Si tratta però, almeno secondo l’opinione di molti analisti, di un trend che non è destinato a durare a lungo. Secondo Daniel Briesemann di Commerzbank

«Il prezzo è balzato del 2% sulle notizie dallo Yemen ma di solito la domanda fisica non è generata da eventi rischiosi e a livello fondamentale non vedo una ragione per cui l’oro nel breve termine debba muoversi in modo significativo, in una direzione come nell’altra»

Che quello dell’oro non sarà un rialzo destinato a durare lo confermano anche i dati sulla domanda nel mercato fisico dove, anzi, i rialzi dell’ultima settimana hanno addirittura rallentato i consumi dal momento che i premi in Cina hanno subito un calo dai 6-7 dollari della scorsa settimana ai 2-3 dollari della settimana attuale.

Anche le importazioni cinesi di oro sono diminuite a Febbraio: la statistiche della dogana di Hong Kong hanno segnalano forti diminuzioni delle importazioni di oro, scese a 65,8 tonnellate nette nel mese di Febbraio, dalle le 71,6 tonnellate di Gennaio e dalle precedenti 109 tonnellate dello scorso anno.

Un altro calo è stato registrato riguardo agli Etf sull’oro (titoli garantiti con oro fisico) che, in base ai dati forniti da Bloomberg, dallo scorso mercoledì sono calati di 1,1 tonnellate, riducendosi a 1624,9 tonnellate e toccando, quindi, il minimo da oltre due mesi.

La crescita dell’oro viene considerata, quindi, in buona sostanza solo momentanea e correlata strettamente alla crisi yemenita e al rialzo del prezzo del petrolio, piuttosto che a trend di lungo periodo.

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