Nuove zone rosse e arancioni, le ordinanze nelle Regioni a rischio

Due nuove Regioni in zona rossa e altre 3 in zona arancione: c’è la decisione del Governo. Intanto sindaci e governatori emanano nuove ordinanze restrittive: negozi chiusi nel weekend, maggiori controlli nelle vie dello shopping e nuove regole per bar e ristoranti. Ecco cosa cambia.

Nuove zone rosse e arancioni, le ordinanze nelle Regioni a rischio

Campania e Toscana diventano zone rosse; Emilia Romagna, Marche e Friuli si aggiungono alla lista delle regioni in zona arancione: questa la decisione del Governo.

In base al monitoraggio della cabina di regia dell’Istituto superiore della sanità e del Ministero della Salute, Speranza ha firmato l’ordinanza che stabilisce il cambio colore per 5 regioni, che dalla zona gialla passano alle fasce di rischio più alto. Le novità entrano in vigore dal 15 novembre.

La nuova suddivisione delle regioni in zona rossa, gialla e arancione, si presenta in questo modo:

Zona rossa: Lombardia, Calabria, Valle D’Aosta, Alto Adige, Piemonte, Campania e Toscana;
Zona arancione: Abruzzo, Basilicata, Liguria, Puglia, Sicilia, Umbria, Emilia-Romagna, Friuli e Marche;
Zona gialla: Lazio, Molise, Trento, Sardegna e Veneto.

Alla decisione ufficiale del Cts e all’ordinanza firmata da Speranza, si aggiungono ordinanze specifiche di governatori e sindaci da Nord a Sud che entreranno in vigore a partire da questo weekend.

Ecco cosa prevedono e come cambiano le regole per alcuni specifici territori.

Nuove ordinanze: le Regioni con ulteriori divieti

Alla mezzanotte del 13 novembre in Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia è entrata in vigore un’ordinanza condivisa con ulteriori e specifici divieti.

Le nuove misure restrittive prevedono: il divieto di passeggiate in centro, negozi chiusi la domenica e centri commerciali e outlet chiusi il sabato; sospensione dell’educazione fisica, dell’insegnamento del canto e degli strumenti a fiato nelle scuole; dalle 15 alle 18 obbligo per bar e ristoranti di fare solo servizio al tavolo; nei negozi può entrare solo un persona per ogni nucleo familiare (salvo minori sotto i 14 anni e persone con difficoltà). Per quanto riguarda l’attività sportiva e motoria all’aperto è consentita presso parchi pubblici, aree verdi e rurali rispettando sempre la distanza interpersonale di almeno 2 metri, ma non si può fare nelle strade e nelle piazze dei centri storici né in aree solitamente affollate. I mercati all’aperto non sono sospesi ma solo se i sindaci hanno disposto un piano apposito per svolgere l’attività di vendita in sicurezza.

Anche il Lazio, ancora in zona gialla, ha intensificato le misure restrittive con una ordinanza firmata da Nicola Zingaretti venerdì 13 novembre. Le nuove misure riguardano il fine settimana e, nello specifico, la chiusura di negozi.

Il governatore del Lazio ha stabilito che, nei giorni prefestivi e festivi, non aprono fino al 30 novembre:

  • maxi-store e centri commerciali (tranne negozi di generi alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccai, edicole);
  • mercati (esclusi gli ambulanti di generi alimentari);
  • mercatini di hobbistica, opere d’arte e realizzazioni artistiche

Lockdown in Campania: nuova ordinanza De Luca

In Campania l’unità di crisi regionale ha annunciato l’istituzione di zone rosse nelle città dove si registra un livello alto di contagi e dove è indispensabile una drastica riduzione della mobilità. Nel mirino il lungomare di Napoli e alcune vie del centro storico, teatro di assembramenti pericolosi e irresponsabili negli ultimi giorni. Oltre ai mini-lockdown locali e all’impiego dell’esercito nei Comuni per maggiori controlli, De Luca ha annunciato misure di limitazione per attività commerciali non essenziali il sabato e la domenica. Per i dettagli si attende l’ordinanza.

Ordinanze da Roma a Palermo: è stretta anti-assembramenti

L’ordinanza firmata dal sindaco Leoluca Orlando a Palermo prevede il divieto di stazionamento in tutto il centro storico e nei quartieri Libertà e Politeama tutti i giorni dalle 16 alle 22, e il sabato e la domenica per l’intera giornata.
Per il weekend lo stesso provvedimento è esteso alle aree costiere. Si potrà passeggiare, mettersi in fila per entrare nei negozi ma non ci si potrà fermare o sedere.

Il provvedimento, entrato in in vigore venerdì 13 novembre, prevede inoltre lo smart working fino al 100% negli uffici comunali, la riattivazione del sistema di prenotazione per entrare nei giardini e nei parchi comunali, e la possibilità di chiudere le scuole se le autorità valuteranno rischiosa l’attività di didattica in presenza. I mercati rionali non verranno chiusi, ma saranno monitorati costantemente dalle forze dell’ordine per contrastare soprattutto l’abusivismo.
L’ordinanza è in vigore fino al 3 dicembre.

Sulla stessa direzione va Roma, dove la situazione contagi e terapie intensive non è allarmante ma a preoccupare sono gli assembramenti. Le immagini dei lungomari e delle spiagge di Ostia che, complice il bel tempo, vengono presi d’assalto nel weekend, così come quelle delle persone riversate in centro o nei locali per gli aperitivi anticipati, hanno messo in allerta le autorità.

“Stiamo facendo uno sforzo enorme per la tenuta del sistema ospedaliero, ma se i comportamenti sono questi prevedo che rapidamente andremo incontro a un peggioramento”, ha commentato l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato. “La rete ospedaliera, già sotto stress, non può tenere all’infinito e l’arma che abbiamo a disposizione più forte è quella del rigore nei comportamenti. Ancora non si è capito che bisogna stare a casa ed evitare affollamenti”.

Così anche Roma stringe le maglie delle restrizioni: nel weekend alcune vie dello shopping (via del Corso, la zona del Tridente, via Cola di Rienzo, via Ottaviano, viale Giulio Cesare e via Candia) saranno chiuse e gli accessi contingentati da 4 ingressi sorvegliati dalla polizia locale, protezione civile e forze dell’ordine. Ma ulteriori provvedimenti sono stati stabiliti per tutto il Lazio: Il presidente di Regione Nicola Zingaretti ha firmato un’ordinanza che impone la chiusura di tutti i negozi non necessari, quella dei maxi store nei giorni festivi e prefestivi e la chiusura dei mercati che non vendono generi alimentari.

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