Nomisma: mercato immobiliare verso la svolta

Secondo Nomisma, il mercato immobiliare italiano mostra segnali di crescente vigoria anche se il dinamismo delle compravendite non traina i prezzi

Nomisma: mercato immobiliare verso la svolta

Il mercato immobiliare italiano torna a sorridere ma a denti stretti. A fotografare l’andamento del settore è l’Osservatorio sul Mercato Immobiliare di Nomisma – Marzo 2018 presentato oggi a Milano in Assolombarda.

Da una parte c’è più dinamismo nelle compravendite ma dall’altra i prezzi faticano a stabilizzarsi e restano ancora lontani da quelli pre-crisi.

In particolare, per il terzo anno consecutivo, il mercato registra una domanda crescente di unità abitative lasciando sperare in un’imminente ripresa totale del settore.

Mercato immobiliare verso la svolta

Dopo anni di stagnazione e di crollo dei prezzi, il mercato immobiliare sembra sia pronto a una svolta, passando da una condizione recessiva a una espansiva.

“A inizio 2018 l’indice medio di performance del segmento abitativo – risultante dall’andamento dei 13 mercati intermedi – ha continuato a recuperare posizioni portandosi su valori prossimi al punto di “equilibrio ciclico””

fa sapere Nomisma commentando i risultati dell’indagine.

Osservato speciale resta l’andamento del valore delle transazioni:

“Il ritorno positivo della variazione dei prezzi, al momento circoscritto al mercato milanese ma destinato progressivamente ad ampliarsi, non potrà che accrescere l’interesse per il settore di quella componente di domanda latente, conferendo ulteriore slancio alla ripresa”

si legge, infatti nel rapporto.

Compravendite in Italia

Gli agenti immobiliari interpellati hanno mostrato un cauto ottimismo, soprattutto sul fronte delle locazioni.
Le compravendite in Italia, nel corso dello scorso anno sono state quasi 600 mila, delle quali 543mila con riferimento alle abitazioni e oltre 55mila quelle riferite ad attività produttive. Secondo Nomisma, sia nei mercati metropolitani che in quelli secondari si è registrata la stessa tendenza:

“Dopo la fase di crescita, sono stati investiti prima da un calo delle compravendite, cui ha fatto seguito a distanza di 2/3 anni il deprezzamento per poi assistere al recupero di quote di mercato erose dalla crisi, che tarda a riflettersi sui prezzi”.

In particolare, i 13 mercati intermedi - rispetto a quelli metropolitani - hanno mostrato un recupero più lento sia dei prezzi di compravendita (in media -1,2% la variazione 2017-2018 per il nuovo e -2% quella dell’usato) che dei canoni di locazione.

I tempi di vendita

Di recente, secondo Nomisma, si assiste anche a una riduzione dei tempi medi di vendita a seguito di una maggiore condizione di liquidità generata dal ritorno della domanda e dalla stabilizzazione dell’offerta.

Anche se, osserva l’istituto di ricerca bolognese,

“Al dinamismo delle transazioni non ha fatto riscontro un’analoga tendenza dei valori che hanno, invece, continuato a flettere anche nei primi mesi del 2018”.

Interessante il dato registrato sul mercato corporate dove nel 2017 sono confluiti ben 7,6 miliardi di euro di investimenti esteri in Italia.

Più vigore non basta

Insomma, per Nomisma

“il mercato immobiliare italiano restituisce segnali di crescente vigoria che, tuttavia, faticano a tradursi in un incremento dei valori”.

Sul fronte della ricchezza delle famiglie, Nomisma ricorda che, in Italia, le famiglie sono proprietarie di circa l’81% del patrimonio residenziale per un valore complessivo di circa 4.632 miliardi di euro, sceso del 7% negli ultimi 5 anni.
Ne consegue che

“la precarietà delle prospettive di rendimento associata alla gravosità del carico fiscale e alla erosione della ricchezza immobiliare abbiano negli ultimi anni indotto i risparmiatori a privilegiare altre forme di impiego”.

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