Un altro campanello d’allarme. Le banche cinesi vendono immobili pignorati a prezzi stracciati

Alessandro Nuzzo

24 Gennaio 2026 - 15:05

La crisi immobiliare in Cina ha portato al fallimento di diverse aziende e le banche ora si ritrovano con tantissimi immobili da vendere.

Un altro campanello d’allarme. Le banche cinesi vendono immobili pignorati a prezzi stracciati

In Cina ci sono migliaia di immobili pignorati messi in vendita all’asta a prezzi stracciati che, nonostante i forti sconti, continuano a restare invenduti. La crisi immobiliare che da anni colpisce il Paese sta generando conseguenze sempre più pesanti, portando al fallimento di grandi colossi del settore come Evergrande, ma anche di decine di piccole e medie società. Le banche si ritrovano così con un’enorme quantità di immobili pignorati da gestire e vendere, senza però riuscire a trovare acquirenti.

A seguito del fallimento di numerose imprese immobiliari incapaci di ripagare i debiti contratti con gli istituti di credito, le banche sono diventate proprietarie di migliaia di abitazioni e locali commerciali. Il numero di immobili messi all’asta è in costante crescita negli ultimi anni, segno di una crisi strutturale che fatica a trovare una soluzione.

Nel Gansu, nel nord-ovest della Cina, l’offerta di immobili da parte delle banche è aumentata rapidamente: dalle 478 unità del 2023 si è passati a 2.398 nel 2024, fino ad arrivare a 4.292 nell’ultimo anno. Un andamento simile si registra anche nel Sichuan, nel sud-ovest del Paese, dove le vendite all’asta sono salite da 248 immobili nel 2023 a 370 nel 2024, per poi impennarsi a 1.909 nel 2025. Ancora più evidente il caso del Jilin, nel nord-est, dove in appena dodici mesi il numero di immobili offerti sul mercato è passato da 371 a 1.696, mostrando un’accelerazione improvvisa dell’offerta bancaria.

Forte aumento di immobili pignorati in vendita all’asta

Analizzando i dati pubblicati su una delle principali piattaforme di aste online in Cina, si osserva un forte aumento degli immobili pignorati soprattutto nelle regioni meno sviluppate. In queste aree, infatti, la maggior parte delle vendite è gestita da banche rurali locali, che si trovano con un enorme stock di immobili da smaltire. Proprio questa abbondanza di offerta spinge i prezzi a livelli estremamente bassi.

Un esempio emblematico arriva da una filiale di Tieling della Jilin Bank, che ha messo in vendita un appartamento di 160 metri quadrati a 1,35 milioni di yuan, contro un valore di mercato stimato in circa 2 milioni. Nonostante lo sconto significativo, anche immobili di questo tipo restano spesso invenduti, segnalando una domanda molto debole.

Nel 2025 i prezzi medi delle abitazioni in Cina sono scesi ai livelli del 2018, mentre le vendite di nuove case si sono dimezzate rispetto al picco del 2009, periodo che ha preceduto l’attuale crisi. Il crollo del mercato ha già causato il fallimento di numerose aziende del settore e continua a pesare sull’intero sistema finanziario.

Le banche rurali, più piccole e locali, sono quelle che affrontano le difficoltà maggiori: tassi di insolvenza elevati, riserve di capitale limitate e ora anche la scadenza dei prestiti concessi alle piccole imprese durante la pandemia. Molti debitori non sono in grado di rimborsare, aggravando ulteriormente la situazione. Le misure di sostegno al mercato immobiliare attese dal governo, finora, non si sono concretizzate in modo efficace.

Secondo diversi analisti, neppure la strategia di applicare sconti fino al 30% sugli immobili all’asta è sostenibile nel lungo periodo, poiché rischia di destabilizzare ulteriormente il mercato interno. Per questo motivo si ritiene probabile un intervento governativo. Alcune previsioni indicano che i prezzi delle case potrebbero scendere ancora del 10% nel 2026 e di un ulteriore 5% nel 2027, a causa dell’eccesso di offerta che caratterizza l’intero settore immobiliare cinese.

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