Meglio vivere in città o in campagna per risparmiare? La risposta è in questi dati

Alberto De Pasquale

23 Dicembre 2025 - 16:55

In Italia il 12% degli under 34 spende oltre il 30% del proprio reddito per l’abitazione: tra gli over 65 lo fa solo il 3%.

Meglio vivere in città o in campagna per risparmiare? La risposta è in questi dati

Meglio vivere in una grande città, o in campagna? Al di là dei gusti personali, c’è una grande differenza a livello di costi da sostenere.

Secondo l’ultimo rapporto della Direzione strategie settoriali e impatto di Cassa depositi e prestiti, gli affitti troppo alti e la scarsa disponibilità di abitazioni rappresentano un importante freno alla competitività, perché rendono molto difficile trasferirsi nelle province e nei grandi centri che offrono maggiori opportunità di lavoro.

Comunque, in Italia, uno dei Paesi europei con la più alta quota di persone che vivono in abitazioni di proprietà (75% di proprietari, 25% di affittuari), i costi per la casa hanno un’incidenza sul reddito delle famiglie inferiore alla media. La particolarità del caso italiano, però, è che il divario tra l’impegno economico per vivere in città e quello per farlo nelle aree rurali è tra i più ampi d’Europa.

Cosa dicono i dati

Per capirlo, bisogna guardare a quello che Eurostat chiama Housing cost overburden rate, ossia l’eccessivo peso dei costi per la casa in rapporto al reddito disponibile. Nello specifico, è espresso dalla percentuale di popolazione che vive in famiglie che spendono per l’abitazione, considerando le varie voci come affitti o mutui e le utenze, oltre il 40% del proprio reddito. Stare sotto il 40% è considerato convenzionalmente sostenibile, mentre se la casa assorbe quote maggiori, come la metà o più del reddito, è un chiaro segnale di un impatto troppo gravoso del cosiddetto “housing”.

A livello medio Ue, nel 2024 il 9,8% della popolazione ha vissuto in famiglie che hanno abitato in città spendendo per la casa oltre il 40% del proprio reddito; nelle aree rurali, invece, le persone in nuclei “in overburden” abitativo sono state il 6,3%. Ne consegue che le persone in difficoltà con la spesa per la casa in città sono a livello europeo circa 1,6 volte quelle che si ritrovano nella stessa condizione vivendo però in campagna.

Il caso italiano

Nel caso italiano, sempre nel 2024, il 6,6% della popolazione ha fatto parte di famiglie con una spesa eccessiva per la casa in città e il 3,2% per un’abitazione nelle aree rurali. Nel nostro Paese, quindi, la popolazione con un impatto gravoso della casa in città è oltre il doppio di quella in difficoltà nelle aree rurali. E dire che il rapporto è anche diminuito, di recente. Nel 2023, sempre stando a Eurostat, l’Housing cost overburden rate era del 7,9% per la città e di circa il 3% in campagna.

Per gli economisti di Cdp, «l’urbanizzazione crescente, la stagnazione dei salari e la tendenza a considerare la casa come un bene di investimento, esercitano una pressione sui mercati immobiliari». Come detto, Eurostat utilizza la soglia del 40% per misurare l’overburden grave. Tuttavia, già superare il 30% del reddito è considerato critico da molti esperti. In affanno risultano soprattutto i giovani: il 12% degli under 34 è costretto infatti a destinare oltre il 30% del proprio reddito alla casa, mentre è solo il 3,2% degli over 65 a fare lo stesso.

Le difficoltà nell’accesso alla casa, che per l’Italia sono sottolineate dalla quota di popolazione con un carico economico eccessivo per l’abitazione in città doppia rispetto a quella della provincia, sono particolarmente sentite in alcuni territori, soprattutto al Nord, come a Milano e a Bologna, ma anche a Roma e in realtà di dimensioni minori ma con un mercato del lavoro molto dinamico, come Bolzano, Bergamo e Brescia.