No-deal Brexit, BMW pronta alla fuga

Elisabetta Scuncio Carnevale

05/03/2019

05/03/2019 - 20:47

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L’azienda tedesca non esclude di spostare la produzione dei motori in Austria nello stabilimento di Steyr

No-deal Brexit, BMW pronta alla fuga

Una nuova tegola potrebbe abbattersi sull’industria automobilistica inglese, in vista di una no-deal Brexit.

Dopo Honda, Nissan, questa volta il rischio arriva da BMW. L’azienda tedesca potrebbe decidere di fuggire, spostando la produzione dei motori e del modello Mini dall’Inghilterra all’Austria.

Quella che, al momento, sembra essere soltanto un’ipotesi potrebbe diventare realtà qualora la Gran Bretagna non raggiunga un accordo di divorzio con l’Ue.

No-deal Brexit, BMW valuta di spostare la produzione

La notizia arriva dal salone dell’automotive di Ginevra. A parlarne a Reuters Peter Schwarzenbauer, responsabile del marchio Mini di BMW. Secondo i produttori, il rischio di una no-deal Brexit è reale. In questo caso, i motori di fabbricazione britannica non sarebbero più considerati prodotti UE e potrebbero abbassare il livello totale di alcune automobili al di sotto della soglia del 55-60%, richiesta in molti accordi commerciali internazionali.

“Abbiamo una certa flessibilità per la produzione di motori a Steyr in Austria. Avremmo bisogno di apportare alcune modifiche allo stabilimento”,

ha spiegato Schwarzenbauer. Il responsabile Mini non ha negato che un certo movimento in tal senso è in atto. L’azienda si starebbe già preparando per essere in grado di farlo.

Una decisione definitiva di trasferire la produzione dei motori dall’Inghilterra all’Austria non è stata ancora presa, ma è stata ampiamente considerata.

Anche Toyota chiede maggiori certezze sui tempi di attuazione della Brexit che rischia di slittare a giugno.

L’industria automobilistica inglese impiega circa 850.000 persone. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di aziende straniere che operano sul territorio britannico. Nelle ultime settimane, queste stanno correndo ai ripari arrivando a lanciare piani di emergenza per far fronte a una potenziale no-deal Brexit, si va dalle scorte di componentistica fino alle più drastiche ipotesi di chiusura degli impianti.

Argomenti

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