Nikkei in rosso dopo il PIL, preoccupa la Cina: export -25.4%. Scende il petrolio

Le borse asiatiche scendono sul dollaro debole, nuove preoccupazioni per l’economia in Cina e il PIL del Giappone sotto le attese. Torna a scendere il petrolio.

Nikkei in rosso dopo il PIL, preoccupa la Cina: export -25.4%. Scende il petrolio

Le borse asiatiche chiudono in rosso la sessione di martedì, mentre il prezzo del petrolio interrompe i rialzi durante la notte.

Il dollaro USA più debole pesa sui titoli giapponesi, ribasso potenziato dalla pubblicazione dei dati rivisti sul PIL che mostrano la crescita dell’economia del Giappone in contrazione per l’ultimo trimestre del 2015.

Il giapponese Nikkei 225 è sceso a dell’1.7% a 16,632.06 per poi chiudere a meno -0.76%, mentre i listi in Sud Corea perdono l’1.1%. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha perso l’1.0% a 19,949.84, mentre lo Shanghai Composite è scivolato del 2.4% a 2,828.53.

Rosso diffuso per i mercati asiatici, in ritiro dal recente rally, mentre gli investitori cercano di digerire i dati sulla bilancia commerciale in Cina peggiori del previsto e i risultati del PIL giapponese.

Giappone: Nikkei in discesa, pesa il PIL

Più a est i dati continuano a deludere i mercati. Il PIL rivisto del Giappone ha mostrato una discesa a +1.1% nel calcolo annualizzato nel quarto trimestre, contro la crescita dell’1.4% del terzo trimestre. Tuttavia, vi è stato un modesto miglioramento sulla stima trimestrale, in rialzo dell’1.4% ripresto ai tre mesi precedenti.

Cina: export a -25.4%, sotto le attese

La performance della bilancia commerciale in Cina è stata peggiore del calo previsto dagli analisti, con le esportazioni che scendono al ritmo più veloce in 6 anni. Stonano le rassicurazioni del Governo, che pochi giorni fa aveva affermato che l’outlook per l’economia cinese rimane solido.

Le esportazioni sono scese del 25.4% rispetto ad un anno fa, il doppio del crollo previsto dal mercato, a causa del calo della domanda, mentre le importazioni scendono del 13.8% per il 16° mese consecutivo.

Il crollo dell’export è il più vasto da maggio 2009, ma gli economisti cercano di rassicurare il mercato dicendo che non necessariamente il dato mostra un peggioramento delle condizioni dell’economia se rapportato al ridimensionamento dell’attività economia durante le feste per il Capodanno cinese, svoltesi all’inizio di febbraio.

Wall Street in modesto rialzo

Wall Street è riuscita a registrare dei guadagni modesti dopo aver oscillato durante tutta la sessione statunitense. Il Dow Jones è salito di 67.18 punti, o dello 0,4 per cento, a 17,073.95. Lo S&P 500 ha chiuso a a 2,001.76, il Nasdaq ha perso invece lo 0,2% a 4,708.25.

Il petrolio torna a scendere

Il benchmark statunitense WTI è sceso di 44 centesimi a $37.46 al barile, dopo aver toccato quota $37.90 nella sessione di lunedì. Il Brent è sceso di 58 centesimi a $40.26 al barile.

Forex: prosegue la debolezza del dollaro

L’euro è poco mosso sul cambio euro-dollaro a quota $1.1026, in rialzo da $1.1013. Il valore del dollaro è sceso contro lo yen da 113.27 a 112.92.

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