Mobilità e cassa integrazione in deroga: in arrivo la stretta. Ecco le novità per il 2014

Valentina Brazioli

25/06/2014

29/06/2014 - 02:46

condividi

Cassa integrazione e mobilità in deroga: il futuro di questi ammortizzatori sociali sembra sempre più a rischio. In attesa che il Governo Renzi riformi l’intero comparto dei sussidi, chi non può contare su altre fonti di reddito deve prepararsi a tirare la cinghia: sono in arrivo nuove regole, contenute in un apposito decreto interministeriale.

Cassa integrazione e mobilità in deroga: due termini ormai tristemente famosi, viste e considerate le attuali statistiche sulla mortalità delle aziende italiane. Eppure, questi ammortizzatori sociali sembrano destinati a subire limiti sempre più stringenti, nell’attesa che si porti a termine la tanto sospirata riforma sull’argomento, introdotta in qualche modo dall’ex ministro Elsa Fornero e poi annunciata a chiare lettere dal Governo Renzi – fin dai tempi del suo insediamento.

Il decreto interministeriale è in arrivo

Per la riscrittura dei criteri correlati alla concessione della cassa integrazione e della mobilità in deroga, siamo ancora in attesa dell’ apposito decreto interministeriale, da parte del Ministero del Lavoro e di quello dell’Economia e delle Finanze. I soliti beninformati giurano: è questione di poco tempo, ma le anticipazioni che stanno circolando in questi giorni sembrano preoccupare – e non poco – i sindacati. Infatti, sulle norme che avrebbe dovuto contenere questo testo si erano già espresse le commissioni parlamentari e le Regioni, tuttavia, a quanto si apprende, non molte di queste osservazioni avrebbero trovato spazio all’interno del decreto.

Nuovi limiti temporali e requisiti

Ma quali sono le novità che ci dobbiamo attendere?

Per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga:

  • Nel 2014 non potrà durare più di 8 mesi, limite massimo che si calcola a partire fin dallo scorso primo gennaio, e che scenderà a 6 mesi nel 2015 (o 12 mesi nel biennio fino al 2016);
  • La platea dei beneficiari sarà allargata anche ad apprendisti e lavoratori somministrati;
  • Per accedervi non basterà più un’anzianità aziendale di appena 90 giorni: saranno necessari almeno 12 mesi (scesi a 8 per il solo 2014);
  • Non sarà più possibile goderne in caso di cessazione (anche solo in parte) dell’attività d’impresa.

Per quanto riguarda la mobilità in deroga:

  • Nel 2014 si potrà goderne per 5 o 7 mesi, a seconda di quanto se ne sia beneficiato in precedenza (tre anni o meno);
  • Per coloro che ne hanno usufruito per meno di 3 anni, tra il 2015 e il 2016 si potrà concedere per un periodo massimo di sei mesi.

Insomma, una serie di criteri decisamente stringenti destinati a far discutere: una volta scaduti gli 8 mesi di cig in deroga, cosa succederà ai lavoratori? Il timore, infatti, è che la norma sia pronta per entrare in vigore nei prossimi giorni, addirittura già a partire dal primo luglio. Si riscontrano malumori anche per tutte le istanze non recepite, in primis l’allargamento della platea in favore degli studi professionali e dei dipendenti dei partiti politici. L’impressione, dunque, è che le consultazioni portate avanti in questi mesi con le Regioni e i parlamentari siano state del tutto inutili, e che il Governo abbia deciso di emanare direttamente il provvedimento senza tener conto delle numerose criticità riscontrate.

Iscriviti a Money.it