Mercato del lavoro Usa: l’analisi degli esperti sul dato NFP

Il mercato del lavoro degli Stati Uniti d’America scoppia di salute. Vediamo i commenti degli analisti al dato e le possibili reazioni del mercato in chiave Fed

Mercato del lavoro Usa: l'analisi degli esperti sul dato NFP

Il mercato del lavoro degli Stati Uniti d’America scoppia di salute. La serie di dati su disoccupazione, Non Farm Payrolls e retribuzioni uscita nel primo pomeriggio ha sorpreso in positivo le aspettative del mercato ed ha agevolato l’apertura rialzista di Wall Street.

“Il report sul mercato del lavoro Usa di oggi è stato decisamente incoraggiante per quanto riguarda i numeri di febbraio che hanno messo in mostra il valore più alto da luglio 2016”, ha commentato Vincenzo Longo, market strategist di IG.

Nel dettaglio, l’economia statunitense a febbraio ha creato 313 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli, un dato di gran lunga superiore alle attese di 205 mila nuove unità e al precedente dato di 239 mila unità (dato rivisto dalle 200 mila unità rilevate nella prima lettura di gennaio). Rivisti anche i dati di dicembre, a 175.000 unità da 160.000 della prima lettura. Nel complesso le revisioni incrementano di 54 mila posti le figure dei mesi precedenti.

La prima economia del mondo si conferma inoltre vicina al pieno impiego. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato per il quinto mese consecutivo al 4,1% (minimi da febbraio 2001), mentre il tasso di partecipazione si è attestato al 63%.

Unico neo del report di oggi, se proprio va trovato, è stato il dato sulla crescita dei salari. “L’attenzione di oggi era incentrata più sulla crescita dei salari dopo le scosse create dal report di gennaio”, ha scritto Longo nel commento di mercato diffuso a pochi minuti dal rilascio del report. In tal senso l’incremento dei salari è stato del 2,6% su base annua, in rallentamento dal precedente 2,9% (quest’ultimo il ritmo maggiore da giugno 2009).

Sempre sullo stesso fronte, anche il salario orario medio di febbraio è avanzato di uno 0,1% che ha fatto i conti con attese allo 0,2% e con una rilevazione precedente a 0,3%. A concludere i dati sul mercato del lavoro Usa il tasso di partecipazione, salito dal 62,7% precedente a quota 63%.

Le figure pubblicate dall’ufficio statistico sul lavoro statunitense hanno corroborato i segnali positivi già emersi gli scorsi trimestre. Longo tiene a precisare che “queste numeri finiranno direttamente sul tavolo della riunione del FOMC del 20-21 marzo prossimo, dove con molta probabilità sarà deciso il primo rialzo dei tassi del 2018”.

L’analisi dei numeri sul mercato del lavoro Usa

Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets, giudica il report uscito questo pomeriggio di difficile interpretazione. “I dati di febbraio sul mercato del lavoro degli Stati Uniti possono essere interpretati sotto diverse chiavi di lettura, sia da parte dei ‘falchi’ che dalle ‘colombe’ della Federal Reserve”, ha scritto Hewson in un commento di mercato riservato agli operatori e da poco pubblicato.

Secondo l’esperto i 313 mila posti di lavoro aggiunti a febbraio rappresentano un numero “piuttosto elevato per un mercato del lavoro che ci viene detto è piuttosto serrato. D’altronde il rallentamento della crescita dei salari al 2,6% dal 2,9% suggerirebbe che c’è ancora molto più spazio di crescita di quanto si pensi”.

In questo quadro, la riunione del FOMC in calendario fra due settimane, la prima con a capo il neo Governatore Jerome Powell, come terrà conto di queste evidenze?

Con molta probabilità il sentiero tracciato dalla ormai ex Governatrice Fed Janet Yellen rimarrà intatto. “Le aspettative di quattro incrementi dei tassi d’interesse nel 2018 potrebbero essere un pò premature, in particolare quando si nota un aumento del tasso di partecipazione dal 62,7% al 63%, percentuali che indicano che sempre più persone ritornano alla forza lavoro”, ha spiegato Hewson.

Anche Longo di IG ha puntato il focus sull’argomento: “non crediamo che le figure odierne cambino le strategie della Federal Reserve. Continuiamo ad aspettarci tre rialzi dei tassi per l’anno in corso. Se da un lato, la riforma fiscale spingerebbe la crescita economica vicino al suo potenziale massimo, dall’altro, le nuove misure protezionistiche annunciate da Trump potrebbero alimentare una guerra commerciale in grado di ridurre la crescita globale”.

In questo quadro, la tappa intermedia prima di arrivare alla riunione del FOMC è l’inflazione, i cui dati di febbraio saranno pubblicati il prossimo martedì 13 marzo. Di seguito una tabella con le stime del consensus rilevate dalla piattaforma Bloomberg LP.

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