Mercati: euro e petrolio scivolano, il Covid riporta incertezza

Violetta Silvestri

22 Novembre 2021 - 08:32

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Nei mercati emerge la debolezza dell’euro contro il dollaro, forte come bene rifugio, e del petrolio. L’oro nero scivola sul potenziale rilascio delle riserve, mentre il Covid riporta incertezza.

Mercati: euro e petrolio scivolano, il Covid riporta incertezza

Mercati oggi all’insegna della quarta ondata Covid, che sta mettendo in dubbio i tempi della ripresa, soprattutto in Europa.

Petrolio ed euro sono sotto pressione, con il ritorno delle restrizioni europee e il discorso sull’accelerazione del tapering da parte della Federal Reserve statunitense a segnare nuove traiettorie.

I futures sul greggio sono scesi di circa l’1% in apertura, portando le quotazioni Brent e WTI ai minimi di sette settimane rispettivamente di 78,05 e 74,76 dollari al barile, a causa delle preoccupazioni per l’eccesso di offerta.

Sul fronte azionario, le borse asiatiche tornano a scambiare positive, seppure con alcune incertezze anche legate alle previsioni economiche della Cina.

Vediamo cosa succede oggi nei mercati.

Mercati: euro debole, petrolio in perdita. In Asia focus sulla Cina

Le borse asiatiche stamane tornano a scambiare in territorio positivo, tranne a Hong Kong, dove l’indice Hang Seng perde lo 0,55% alle ore 8.14 circa sotto il peso soprattutto degli energetici.

Allo stesso orario, il Nikkei è poco sopra la parità e gli indici Shenzhen e Shanghai scambiano rispettivamente a +1,41% e +0,61%.

In Cina, la banca centrale ha segnalato un possibile allentamento per sostenere un’economia in rallentamento, lasciando invariati i tassi di riferimento sui prestiti alle imprese e alle famiglie per il 19° mese consecutivo.

Liu Shijin, consigliere della banca centrale, ha ricordato che il dragone potrebbe vivere un periodo di quasi stagflazione, con una crescita prevista al di sotto del 4% nel quarto trimestre.

Intanto, il mercato vede come protagonisti petrolio e valutario. Il greggio è in perdita con il Brent a 78,70 dollari al barile e il WTI a 75,91 dollari al barile alle ore 8.19 circa.

L’oro nero sta subendo le insistenti indiscrezioni su possibili rilasci di riserve coordinati tra le principali potenze consumatrici, oltre alla revisione, al ribasso, della domanda con la quarta ondata Covid in corso.

Nel valutario, è tempo del super-dollaro. L’indice del biglietto verde è salito a 96,157 alle ore 8.20 e la moneta si sta rafforzando sia per la domanda come bene rifugio, sia per la prospettiva di una politica da falco della Fed.

Intanto, l’euro è stato tra le peggiori valute nel paniere del Gruppo dei 10 ed è scivolato dello 0,2% a $ 1,1280, vicino al minimo di 16 mesi.

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