Mercati azionari: dividendi airbag per mercati instabili

La ricerca Allianz Global Investors Dividend Study 2019 firmata dall’omonima casa di gestione tedesca ha rilevato che la presenza di dividendi agisce come airbag del portafoglio di un investitore, soprattutto in contesti di mercato non particolarmente favorevoli

Mercati azionari: dividendi airbag per mercati instabili

I dividendi distribuiti dalle società ai propri azionisti/investitori non solo sono una forma di reddito per questi ultimi, ma possono rappresentare anche un’utile protezione nei momenti in cui le performance di portafoglio non sono particolarmente favorevoli.

Questa affermazione è particolarmente vera in Europa, dove dal 1973 i dividendi hanno contribuito per il 41% circa al rendimento totale delle azioni europee.

Questa percentuale è stata calcolata da Allianz Global Investors e presentata nell’ultima versione del Allianz Global Investors Dividend Study 2019, una ricerca dove viene fatta luce sull’importanza dei dividendi non solo in ottica reddituale ma anche di portafoglio.

«La presenza di dividendi agisce come airbag del portafoglio di un investitore il quale può trarne benefici soprattutto in contesti di mercato non particolarmente favorevoli», spiega Hans-Jörg Naumer, Head of Global Capital Markets Analysis e responsabile dell’aggiornamento dello studio «Capital Income with Dividends» di Allianz Global Investors.

«I dividendi tendono a stabilizzare il portafoglio in quanto attenuano gli storni dei mercati e generano entrate attese». Secondo questo studio, i dividendi rappresentano circa il 41% del rendimento totale delle azioni europee sin dal 19733, consentendo di compensare parzialmente o completamente le perdite. Le società europee, in particolare, sono tipicamente favorevoli ai pagamenti secondo gli standard internazionali. Alla fine del 2018, il rendimento da dividendi si è attestato intorno a una media del 3,8% sull’intero mercato.

Distribuire dividendi diminuisce la volatilità dei corsi azionari

Ma non sono solo i dividendi a fornire maggiore stabilità agli investimenti azionari. «Le azioni ad alto dividendo hanno storicamente evidenziato una volatilità inferiore rispetto alle azioni di società con dividendi meno elevati, come evidenziano le performance negli Stati Uniti dal 1975», afferma Naumer. La volatilità delle aziende statunitensi che distribuiscono dividendi è significativamente inferiore rispetto alle società che non erogano dividendi. Una tendenza confermata anche nell’andamento delle azioni ad elevato dividendo europei a partire dagli anni ’90.

Dividendi 2019: un airbag per mercati instabili

Secondo Allianz GI le società europee nel 2019 distribuiranno dividendi per circa 350 miliardi di euro, +4,8% rispetto allo scorso anno. Ciò indica che le imprese europee verserebbero ancora una volta circa 16 miliardi di Euro (4,8%) in più ai loro azionisti rispetto all’anno precedente, segnando l’ennesimo record consecutivo.

Con un’economia europea in indebolimento diventa sempre più probabile che l’incertezza relativa al delicato contesto internazionale si riversi sui mercati azionari europei.

«È attesa una crescita economica in Europa di circa l’1,5% nel 2019, con un possibile aumento della pressione a causa della chiusura dei canali globali di liquidità», afferma Jörg de Vries-Hippen, CIO Equity Europe e gestore del fondo Allianz Europe Equity Dividend specializzato nelle società ad elevati dividend yield. «Nel contesto europeo, un eventuale rallentamento dell’economia non dovrebbe coinvolgere solo i Paesi fortemente indebitati come l’Italia, ma anche i ‘motori’ storici come Francia e Germania sempre più incerti di fronte alle crescenti incertezze interne e alle controversie internazionali. L’UE è vulnerabile e gli alti e bassi dei mercati europei risentiranno anche dell’evoluzione della Brexit».

Energia e assicurazioni settori interessanti dal punto di vista dei dividendi

Per Jörg de Vries-Hippen il livello dei payout non è, tuttavia, l’unico fattore decisivo nella selezione dei titoli: «Per noi, la regolarità nel pagamento dei dividendi è importante quanto il loro livello relativo, perché una combinazione positiva dei due fattori indica una base costruttiva e sostenibile. Le società ad elevati dividendi dimostrano di essere dei punti stabili e consistenti in tempi così sfidanti», afferma de Vries-Hippen. Ci sono ancora società sul mercato con dividendi ben finanziati, interessanti potenziali di crescita e con prezzi a sconto.

«Come gestori attivi, approfittiamo delle flessioni del mercato per catturare le opportunità di acquisto incrementando le posizioni di portafoglio più promettenti», afferma il gestore.

De Vries-Hippen sottolinea come tale aspetto sia valido soprattutto per il settore energetico europeo, dove le solide ristrutturazioni dovrebbero tradursi, in un prossimo futuro, in una maggiore generazione di liquidità e dividendi. Individua, inoltre, le società del settore assicurativo come «classici pagatori di dividendi» da molti anni.

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