Lockdown in Italia: ecco quando secondo Bassetti

Luna Luciano

26 Dicembre 2021 - 16:49

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Aumentano i contagi in Italia, Matteo Bassetti cerca di smorzare l’allarmismo e invoca un ritorno a una pseudo-normalità. L’Italia secondo lui rischia di bloccars: ecco quando.

Lockdown in Italia: ecco quando secondo Bassetti

Troppo allarmismo e rischio che l’Italia si blocchi. Sono queste le parole di Matteo Bassetti, l’infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova, che va controcorrente. Stanno infatti aumentando vertiginosamente i casi positivi in Italia, a causa anche della nuova variante Omicron, ormai presente in 89 Paesi secondo l’OMS. Il rischio concreto è che per i troppi positivi ci sia un lockdown causato dalle quarantene dei positivi.

Eppure l’infettivologo cerca di placare l’allarmismo e non solo. L’esperto infatti non appoggia la nuova linea del Governo per contrastare la diffusione della nuova variante: le misure sarebbero troppo eccessive se si guarda concretamente alla situazione dell’epidemia.

Sulla variante Omicron, Bassetti: “Meno allarmismo”

Meno allarmismo. È questo quello che si è augurato l’infettivologo del San Martino di Genova, Matteo Bassetti, per il suo Natale. L’esperto ha infatti auspicato che ci sia meno paura e meno panico, emozioni che di sicuro non aiutano a gestire nel modo più corretto questa nuova ondata di contagi. La nuova variante, che ha allarmato l’OMS per la sua alta contagiosità, sembrerebbe essere meno pericolosa, infatti i rischi di finire in terapia intensiva sono minori.

Come ha poi sottolineato Bassetti, si sta assistendo a un “calo di letalità”, riprova del fatto che i vaccini stanno funzionando. Infatti nonostante l’Omicron sembri eludere le difesa del vaccino, i positivi vaccinati presentano nella maggior parte dei casi sintomi lievi, non preoccupanti, o comunque non a tal punto da essere necessario un ricovero in terapia intensiva. Dichiarazione che al momento potrebbe essere discordante con quanto dichiarato dal Governo, il quale ha riferito che l’Italia ha superato la prima soglia critica per il tasso di occupazione nelle terapie intensive, salendo a 10,7%, rispetto alla soglia del 10%. Bisogna però considerare che per i non vaccinati il rischio di entrare nei reparti di terapia intensiva e rianimazione è 11 volte superiore a quello dei vaccinati. Ancora: per i non vaccinati il rischio è 20 volte superiore rispetto a chi ha fatto il booster.

Rischio lockdown? Ecco cosa ha realmente detto Bassetti

Il rischio è che l’Italia si ritrovi in un lockdown generale a causa dei positivi. Con questo l’infettivologo non parla di una possibile quarantena imposta dal Governo, piuttosto il risultato di continue quarantene fiduciarie.

Se continuiamo con queste regole, per ogni persona risultata positiva al Covid-19 ci sono 50 persone che devono stare a casa ma ormai, per l’ampia diffusione del virus, il tracciamento non ha più senso.

L’infettivologo ha poi spiegato il suo punto di vista sulla questione: bisogna smettere di pensare che se qualcuno risulti positivo a un tampone sia come se fosse uscito “dal reattore nucleare di Chernobyl, perché non è così”. Il rischio è che continuando con questa logica l’Italia potrebbe fermarsi tra un mese.

Matteo Bassetti va quindi controcorrente rispetto a molti suoi colleghi. La sua posizione viene giustificata dalla minore pericolosità della nuova variante, e per questo tenta di smorzare l’allarmismo diffuso, sperando di riportare il Paese in una situazione di normalità, o meglio a una pseudo-normalità.

Se continuiamo in questo modo a fare tamponi a tutti, anche a chi non sintomi o magari ha un raffreddore, cosa potrebbe accadere il 25 gennaio con magari 1,5 milioni di persone contagiate?Vorrebbe dire avere 10 milioni di persone ferme e in quarantena

Bassetti invita quindi a un approccio meno frenetico e allarmistico. Dati alla mano, grazie a un primo studio in Gran Bretagna, sembrerebbe che la variante Omicron sia effettivamente meno letale delle precedenti mutazioni, come la Delta. Questo dato è interpretato quindi positivamente dall’esperto che non guarda tanto al numero dei contagi, quanto al rischio effettivo che la nuova mutazione possa essere pericolosa o meno.

L’unica soluzione per poter quindi tornare alla normalità o a una psuedo-normalità, finché il virus circolerà, è che più persone decidano di abbandonare ideologie no-vax e si assumano le proprie responsabilità civili, ricevendo il vaccino.

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