L’Italia non riparte, l’allarme di Confindustria

Confindustria invita il governo a collaborare per evitare un autunno freddissimo per l’economia italiana

L'Italia non riparte, l'allarme di Confindustria

L’Italia non riparte con il giusto slancio e la prossima legge di bilancio, una manovra da almeno 32 miliardi, richiederà scelte “né semplici, né indolori” per evitare l’aumento dell’IVA o l’introduzione di una flat tax. L’allarme arriva dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia che invita il governo a collaborare.

Nel corso dell’assemblea annuale 2019, Boccia chiede alla politica maggiore visione e coraggio. Un appello a studiare, progettare e costruire, mettendo da parte la “politica dei like e la bulimia di consenso”.

Italia, per Boccia (Confindustria) è un Paese senza slancio

Se il governo e le opposizioni non collaboreranno insieme per un patto di unità nazionale e una nuova politica, realista e pragmatica, l’economia italiana è destinata a vivere un “autunno freddissimo”.

Ad affermarlo è il numero uno di Confindustria Vincenzo Boccia che, dal palco dell’assemblea annuale 2019, chiede alla politica un programma serrato e condiviso che faccia “mutare la percezione sull’immobilità dell’Italia”.

Sotto accusa c’è il clima di divisione che vige nel Paese e le false promesse, che non portano a utili soluzioni. Per il presidente degli industriali italiani sarebbe, invece, necessario e urgente concentrarsi sulle innumerevoli cose da fare.

Perché l’Italia inizi di nuovo a correre, una delle prime cose da fare sarebbe evitare parole che inducano alla sfiducia, evocando negatività.

“Le parole di chi governa non sono mai neutre: influenzano le decisioni di investitori, imprenditori e famiglie”,

ha detto ricordando l’andamento altalenante dello spread. Per il leader di Confindustria, l’Italia può ancora farcela grazie ai suoi tanti punti di forza: dall’industria manifatturiera a quella delle costruzioni, dei servizi, della cultura e del turismo.

Ma per ripartire servono scelte coraggiose che garantiscano una maggiore crescita e la diminuzione del debito pubblico: due condizioni necessarie per aumentare l’occupazione, soprattutto quella giovanile, vera priorità del Paese.

Il governo deve anche attuare un piano per le grandi infrastrutture e le piccole opere destinato a mettere in sicurezza suolo, ponti, scuole e ammodernare le strade.

Infine è necessario

“ridurre il carico fiscale a vantaggio dei lavoratori per aumentare i salari, migliorare il potere d’acquisto e stimolare per questa via la domanda interna oggi particolarmente depressa”.

Non è la prima volta che Confindustria esprime preoccupazione per l’economia italiana.

A replicare al presidente Boccia, dallo stesso palco, il premier Giuseppe Conte che si è detto fermamente convinto che i provvedimenti in cantiere consentiranno all’Italia crescere. Il presidente del Consiglio è determinato a superare il livello di crescita del PIL dello 0,2%, “indicato prudentemente nel Def”.

Conte si è impegnato a continuare sulla strada “di un franco e intenso dialogo, di una discussione condivisa”, così da condurre il Paese all’orizzonte di crescita e sviluppo sostenibile che merita.

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