Jobs Act: ammortizzatori sociali 2015, cosa cambia il prossimo anno? Le novità su Aspi e Mini Aspi

Il Jobs Act riforma l’universo degli ammortizzatori sociali. Aspi e Mini Aspi vengono unificati, la tutela viene estesa, ma la cassa integrazione rimane attiva fino al 2016. Le risorse basteranno? E’ un mistero. Tutte le novità che entreranno in vigore nel 2015

Ieri in tarda serata la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il Jobs Act. La riforma del lavoro promossa dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi arriverà in Senato la prossima settimana. Sarà la terza e ultima volta, poi diventerà ufficialmente legge.

A Palazzo Madama il testo non dovrebbe subire modifiche consistenti. Restano dunque tutte i cambiamenti stabiliti in questi mesi: dall’articolo 18 ai contratti di lavoro, dagli sgravi sulle nuove assunzioni agli ammortizzatori sociali.

Vediamo dunque di capire cosa ci sarà di diverso nel 2015 per quanto riguarda i sussidi di disoccupazione Aspi e Mini Aspi.

Ammortizzatori sociali: oggi
La normativa attualmente in vigore (Legge n. 92 del 2012, cioè la riforma Fornero), prevede che in caso d licenziamento al lavoratore siano garantite due indennità: Aspi e Mini Aspi.

L’Aspi viene garantita ai dipendenti del settore privato, ai lavoratori con contratto di apprendistato e ai lavoratori di cooperativa che hanno perso il lavoro per motivi indipendenti dalla loro volontà. Sono esclusi dal sussidio i dipendenti a tempo indeterminato delle PA, gli operai agricoli e i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno di lavoro stagionale. Per poter ricevere l’Aspi occorre possedere due requisiti: essere assicurati all’Inps da minimo due anni e aver pagato almeno un anno di contributi nei due che precedono il momento in cui si è perso il lavoro.

Chi non possiede i suddetti requisiti può accedere alla Mini Aspi. In questo caso il lavoratore dovrà aver versato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 12 mesi e riceverà un’indennità per un periodo di tempo corrispondente alla metà delle settimane lavorate nel corso dell’ultimo anno.

Ammortizzatori sociali 2015 cosa cambia col Jobs Act?
Il Jobs Act riforma l’universo degli ammortizzatori sociali creati nel 2012 dalla Riforma Fornero. Aspi e Mini Aspi cambiano forma allo scopo di tutelare una platea più ampia di persone e di rendere più equi i sussidi garantiti dal Governo.

L’Aspi in particolare verrà estesa e universalizzata anche a coloro che perdono il lavoro, senza possibilità di reintegro e tutelerà anche i co.co.pro.

Per dirla in altri termini, i due ammortizzatori sociali verranno unificati in un’unica indennità, la cui durata varierà proporzionalmente al periodo contribuito maturato dal lavoratore. Il rapporto con la «pregressa storia contributiva del lavoratore» farà si che chi ha lavorato per molti anni, avrà la possibilità di ricevere per un tempo maggiore il sussidio di disoccupazione.

Cambieranno anche i requisiti richiesti. Il nuovo ammortizzatore sociale che entrerà in vigore dopo l’approvazione del Jobs Act si estende anche ai co.pro. e ai co.co.co.

Ammortizzatori sociali 2015 e cassa integrazione
Per quanto riguarda le risorse: data la non abolizione della cassa integrazione, Aspi e Mini Aspi dovranno dividersi lo stesso monte: parliamo di 1,5 miliardi di euro, cui si aggiungeranno i 400 milioni di euro stanziati dal Governo Renzi per il 2015/2016.

La cassa integrazione e la mobilità in deroga scompariranno invece nel 2016. Da precisare però che la legge delega prevede che l’erogazione della Cigs venga sospesa in caso di cessazione definitiva delle attività aziendali.

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