Italia, tutti ci comprano: la Banca Centrale Cinese sale oltre il 2% di Eni e Enel

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L’Italia si conferma, almeno in questo periodo, terra di conquista per le aziende e i fondi esteri. Nell’ultimo mese sono stati molti gli acquisti o i contatti tra attori stranieri e società pubbliche o private del Belpaese.

Nelle scorse settimane abbiamo parlato spesso dell’interesse che il fondo più potente del mondo, Blackblock, ha manifestato per le banche italiane. La notizia di oggi, arriva direttamente dalla Consob che ha pubblicato il rapporto sulle partecipazioni rilevanti. Secondo l’aggiornamento delle posizioni finanziarie la banca popolare cinese ha superato il 2% nell’azionariato di Eni e Enel.

Blitz cinese in Eni e Enel
La Consob ha comunicato questo pomeriggio che la People’s Bank of China detiene direttamente il 2,102% di Eni e il 2,071% di Enel.

Si tratta delle sue aziende pubbliche italiane a maggior capitalizzazione di Piazza affari. Eni è posseduta dal 30% circa dal Ministero delle finanze e dalla Cpd mentre Enel è posseduta al 31% dal ministero dell’economia e finanza e al 41,9% da investitoti istituzionali.

Italia terra di conquiste
Guardando le ultime operazione economiche possiamo notare come gli investimenti delle grandi aziende e dei grandi fondi esteri stiano cambiando i propri obiettivi di business. Nella ultime settimane infatti, gli investimenti dei colossi Usa stanno abbandonando i mercati emergenti che vedono in flessione il proprio trend di crescita e quindi in diminuzione il loro appeal come terre di conquista. Al loro posto sembra porsi l’Europa e soprattutto l’Italia per i bassi prezzi offerti dalle quotate a piazza affari.

Esempio in questo senso può essere l'aumento di investimenti di Blackrock in Intesa Sanpaolo, Unicredit, e Mps.

E la domanda che sorge spontanea è se questo sia un segnale positivo per l’economia italiana oppure una tendenza della quale avere paura.

Proprio ieri la Consob è intervenuta su questo tema e in particolare sui timori circa la presenza eccessiva, registrata nelle ultime settimane, di attori esteri nelle banche italiane. Giuseppe Vegas ricorda che “ogni iniezione di capitale dall’estero nelle banche italiane deve essere valutato positivamente, ma qualche rischio può esserci e bisogna vigilare”. Il numero uno di Consob aggiunge: “Di recente alcune strutture consolidate del Paese non sono in grado di fare il rafforzamento patrimoniale, e anche alcune fondazioni, e ad esse si vanno sostituendo i fondi che aumentano la presenza nelle banche. Giusto? Sbagliato? Non ne farei una questione di nazionalità. Bisogna vedere se queste partecipazioni assumono una rilevanza sistemica”

Ma c’è chi vede in tutto questo interessamento per l’Italia una notizia positiva. I fondi Usa vedrebbero l’Italia come buon investimento perché, oltre ai prezzi vantaggiosi offerti, prevedono una buona crescita per la borsa di Milano

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