In Italia sono state prodotte 300mila tonnellate di rifiuti per il Covid

6 novembre 2020 - 11:59 |

Il Covid-19 pesa sulla produzione di rifiuti del nostro Paese portando così centinaia di tonnellate di nuovi rifiuti nelle nostre discariche.

In Italia sono state prodotte 300mila tonnellate di rifiuti per il Covid

In soli otto mesi in Italia sono state prodotte 300mila tonnellate di rifiuti a causa del Covid-19. Questi sono i dati che ha riportato la Commissione Ecomafie nella relazione «Emergenza epidemiologica Covid-19 e ciclo dei rifiuti» presentata a Montecitorio. Soltanto nel nostro Paese sono state prodotte 300mila tonnellate di rifiuti da maggio a dicembre 2020 tra mascherine e guanti monouso. Numeri che potrebbero essere destinati a salire a causa della recrudescenza del virus e delle nuove misure attuate per abbassare la curva dei contagi.

L’analisi della Commissione Ecomafie ha però portato alla luce anche un dato positivo: il sistema italiano di gestione dei rifiuti è riuscito a gestire bene la nuova mole di lavoro. Il sistema di gestione dei rifiuti si è quindi dimostrato all’altezza dei nuovi numeri e soprattutto a reggere è stato anche il sistema di smaltimento di rifiuti sanitari a rischio infettivo.
Una buona notizia dal momento che i rischi per l’ambiente, con una cattiva gestione dei rifiuti da Covid-19, sono davvero tanti e da tempo gli ambientalisti cercano di sensibilizzare la popolazione sul corretto smaltimento delle mascherine.

Le mascherine chirurgiche impiegano infatti 450 anni per decomporsi un dato che ha messo in allarme moltissime associazioni per le possibili ripercussioni sull’ambiente. In Italia quindi, sebbene la produzione di rifiuti sia cresciuta, il sistema è stato in grado di far fronte alla nuova mole di lavoro. Un aiuto certo è arrivato anche dal lockdown, dal momento che da marzo ad aprile si è registrato un -10% (500mila tonnellate) di produzione di rifiuti industriali e urbani.

La Commissione Ecomafie mette però in chiaro che la recrudescenza del virus e le nuove misure prese dal Governo la situazione potrebbe farsi ancora più complessa. I rifiuti dovranno continuare ad essere smaltiti bene, dal momento che il rischio in caso di blocco del sistema è che i presidi chirurgici finiscano dispersi nell’ambiente causando così danni irreparabili. Il rischio più alto è che le mascherine finiscano in mare, andando così ad essere ingerite dagli animali e portando così ad avere un disastro climatico.
Nei mesi scorsi è diventata tristemente nota la storia del pinguino in Brasile morto a causa dell’ingerimento di una mascherina chirurgica. Storie di questo tipo, se non si farà attenzione, saranno all’ordine del giorno, dal momento che gli animali spesso confondono le mascherine chirurgiche con le meduse e di conseguenza le ingeriscono.

Per evitare che la pandemia provochi gravi danni all’ambiente si dovrà fare attenzione quando si gettano le mascherine usate. Questi dispositivi non devono essere dispersi nell’ambiente, ma gettati nei cassonetti della raccolta indifferenziata, dal momento che per essere smaltiti correttamente devono essere bruciati negli inceneritori.
Un ottimo modo per riuscire a non pesare troppo sulla natura e l’ambiente è scegliere mascherine lavabili e riutilizzabili, efficaci come le mascherine chirurgiche usa e getta se usate e lavate nel modo corretto.

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