Italia ostaggio della Turchia? Cosa nasconde la liberazione di Silvia Romano

Italia, Turchia, liberazione di Silvia Romano: cosa lega i due Paesi con la vicenda della giovane rapita in Africa? Intrecci diplomatici e trame egemoniche, questo potrebbe nascondersi nell’aiuto di Ankara. Erdogan tiene davvero in ostaggio l’Italia?

Italia ostaggio della Turchia? Cosa nasconde la liberazione di Silvia Romano

La liberazione di Silvia Romano dalla prigionia in Africa, in Somalia, ha visto come protagonisti anche i servizi segreti turchi.

In nome di un rapporto di amicizia e di legami politici, diplomatici, strategici, Ankara e Roma hanno trovato un nuovo campo di collaborazione: la fine della drammatica vicenda del rapimento della giovane volontaria italiana.

Qual è la reale posta in gioco di questo sostegno turco al nostro Paese? Probabilmente Erdogan ha giocato una ulteriore carta a favore del suo ambizioso progetto di conquista del Mediterraneo, tenendo ferme eventuali reazioni da Roma.

Ecco perché, leggendo tra le righe della liberazione di Silvia Romano, emerge la strategia di Erdogan: l’Italia, quindi, è ostaggio della Turchia?

La strategia turca con l’Italia. E nel Mediterraneo

La Turchia ha approfittato della sua capacità di influenza in Somalia per aiutare in modo significativo l’Italia nell’ingarbugliata vicenda del rapimento di Silvia Romano.

Considerando la bramosia di potere di Erdogan e la ricerca di partner affidabili grazie ai quali mantenere intatto il potere nell’area del Mediterraneo, probabilmente il coinvolgimento dell’intelligence di Ankara non sarà proprio a costo zero per gli italiani.

Anzi, una ricompensa la Turchia potrebbe già averla ricevuta dal nostro Paese. Proprio a ridosso della vincente strategia con i rapitori somali della ragazza italiana, la nazione a cavallo tra Europa e Asia ha ricevuto una nota di condanna da parte di Cipro, Egitto, Emirati, Francia e Grecia.

Il motivo non è nuovo: le operazioni di sfruttamento delle risorse marittime a largo di Cipro da parte turca continuano in una cornice assolutamente illegale e pericolosa secondo i 5 Paesi. Che, non a caso, osteggiano il sultano Erdogan anche nella sua battaglia in Libia contro il generale Haftar.

La questione del dominio delle acque del Mediterraneo risale ad un memorandum di intesa siglato proprio dalla Turchia e dal presidente libico al-Serraj, appoggiato militarmente da Erdogan. Un accordo in violazione del diritto internazionale secondo gli altri Stati, Cipro in testa.

Le proteste non stanno impedendo il progetto turco di trivellare i fondali alla ricerca di preziose risorse (idrocarburi). Un piano che danneggia anche l’Italia.

A sole poche ore dalla collaborazione con la Turchia per la liberazione di Silvia Romano, però, lo Stato italiano ha evitato di prendere parte alla condanna ufficiale per le operazioni di esplorazione illegali.

E così, ha concesso terreno libero a Erdogan, che sta cercando in tutti i modi di rafforzare la sua posizione all’estero per ottenere un’influenza strategica in Libia e nella regione mediterranea.

L’Italia, riconoscente del supporto turco sulla liberazione di Silvia Romano e interessata anch’essa a un posto strategico in Libia, sta evitando scontri frontali con Erdogan. Importanti legami economici e commerciali, inoltre, spingono verso un’amicizia.

Il prezzo, però, potrebbe essere di diventare ostaggio della Turchia.

Le mosse di Erdogan

Erdogan pare attivo più che mai nelle sue trame di potere in questo difficile tempo dominato dalla pandemia.

Se, infatti, la lettura del sostegno all’Italia nella liberazione di Silvia Romano va nella direzione di una strategia di forza turca, una simile valutazione può essere fatta sulla gestione del coronavirus.

Due sono le spinte che stanno muovendo il presidente turco nell’affrontare la COVID-19: evitare il tracollo economico nazionale e rinnovare amicali relazioni internazionali.

Per questo, la produzione industriale non si è mai fermata in Turchia e l’invio di aiuti sanitari in decine di Stati strategici è diventata una mossa diplomatica. Erdogan sta tentando di non inamicarsi gli USA e di non essere isolata, per continuare il suo progetto di dominio.

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