Questo Paese sta соѕtruеndо іl ріù grаndе іmріаntо dі dіfеѕа аеrеа d’Еurора реr $1,5 mіlіаrdі

Luna Luciano

30 Agosto 2025 - 10:50

La Turchia lancia il suo “Steel Dome” e prepara il più grande impianto di difesa aerea: un investimento da 1,5 miliardi che cambierà gli equilibri militari.

Questo Paese sta соѕtruеndо іl ріù grаndе іmріаntо dі dіfеѕа аеrеа d’Еurора реr $1,5 mіlіаrdі

A solo un аnnо dаl ѕuо аnnunсіо uffісіаlе, іl ѕіѕtеmа іntеgrаtо dі dіfеѕа аеrеа turсо Ѕtееl Dоmе è оrmаі rеаltà e ѕtа соѕtruеndо іl ріù grаndе іmріаntо dі dіfеѕа аеrеа d’Еurора реr 1,5 mіlіаrdі dі dоllаrі. Segnale che la Turchia ha deciso di espandere il settore della difesa.

Il progetto segna un punto di svolta nella strategia militare e industriale del Paese, che punta a garantire una protezione autonoma dei propri cieli e al tempo stesso a diventare un hub tecnologico per la produzione e l’esportazione di sistemi di difesa avanzati. Lo “Steel Dome” è una risposta concreta alla crescente instabilità regionale e alle nuove minacce aeree, ma rappresenta anche il simbolo dell’ambizione turca di affermarsi come attore centrale nel settore della difesa in Europa e Medio Oriente.

Accanto al dispiegamento dei primi sistemi, la Turchia ha avviato un massiccio potenziamento industriale guidato da Aselsan, la sua principale azienda militare, con l’obiettivo di rafforzare la produzione interna e ridurre la dipendenza da fornitori stranieri. Con l’apertura di nuovi stabilimenti e la costruzione della Base Tecnologica di Ogulbey, Ankara punta a raddoppiare le proprie capacità produttive, espandere le esportazioni e creare decine di migliaia di nuovi posti di lavoro.

Con questi sviluppi, la Turchia non solo vuole proteggere i propri cieli in maniera più efficace, ma si prepara a rafforzare il proprio peso geopolitico e commerciale nel settore delle esportazioni militari. Ma come si compone lo Steel Dome e cosa comporta questo grande investimento finanziario? È questa una delle domande che potrebbero porsi i lettori, interrogandosi sulle conseguenze geopolitiche di questo investimento: ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Turchia, ecco come funziona e quanto costa lo Steel Dome

Il nuovo sistema di difesa aerea “Steel Dome” è concepito per proteggere lo spazio aereo turco da minacce provenienti da missili balistici, droni e velivoli nemici. Interamente sviluppato con tecnologia nazionale, il sistema è composto da radar avanzati, missili a lungo e medio raggio, cannoni antiaerei guidati da radar e sistemi di guerra elettronica. La prima fase del progetto comprende:

  • 1 bаttеrіа dі ѕіѕtеmі mіѕѕіlіѕtісі аntіаеrеі а lungо rаggіо Ѕіреr;
  • 3 bаttеrіе dі dіfеѕа аеrеа а mеdіо rаggіо Ніѕаr;
  • Саnnоnі аntіаеrеі а guіdа rаdаr Коrkut;
  • Ѕіѕtеmі dі guеrrа еlеttrоnіса rаdіо Рuhu е Rеdеt;
  • Rаdаr dі аllеrtа рrесосе.

Complessivamente si parla di 47 veicoli operativi per un investimento pari a circa 460 milioni di dollari. Questa infrastruttura consente alla Turchia di sostituire gradualmente i vecchi sistemi Hawk di fabbricazione americana, ormai considerati obsoleti, e di ridurre la dipendenza dal controverso sistema russo S-400, mai realmente impiegato in combattimento. Con lo “Steel Dome”, Ankara intende garantire una protezione multilivello e completamente integrata dei propri cieli, aumentando la resilienza nazionale a possibili attacchi. L’obiettivo finale non è solo rafforzare la sicurezza del Paese, ma anche trasformare la Turchia in esportatore di tecnologia avanzata, con un potenziale di mercato in forte crescita.

Difesa, la Turchia investe 1,5 miliardi di dollari: ecco dove e come

Il cuore dell’espansione industriale turca è Aselsan, azienda leader nel settore della difesa. Negli ultimi mesi ha inaugurato 14 nuovi stabilimenti, incrementando la propria capacità produttiva del +40% e generando circa 4.000 posti di lavoro.

L’investimento più imponente però riguarda però la Base Tecnologica di Ogulbey, che richiederà 1,5 miliardi di dollari, la più grande mai realizzato nella storia della difesa turca. Una volta completata, la base diventerà il principale polo europeo di produzione integrata di sistemi di difesa aerea. Secondo le autorità, questo complesso permetterà di raddoppiare le capacità di Aselsan, stimolando la ricerca, lo sviluppo e la produzione di nuove tecnologie.

Parallelamente, le esportazioni del settore sono già in forte crescita: solo l’anno scorso hanno superato i 7 miliardi di dollari e a luglio di quest’anno hanno segnato un aumento del +128,9% rispetto all’anno precedente. Il presidente Erdogan si è detto convinto che le esportazioni militari turche possano raggiungere i 20 miliardi di dollari nei prossimi anni, consolidando così la Turchia tra i principali attori globali nel settore della difesa.

Turchia investe nella difesa: quali saranno le conseguenze sul piano geopolitico

La rapida ascesa della Turchia nel settore della difesa avrà inevitabili ricadute geopolitiche. Da un lato, Ankara rafforza la propria sicurezza interna e si propone come partner strategico per Paesi che cercano alternative ai tradizionali fornitori occidentali o russi.

Dall’altro, la crescente indipendenza tecnologica e industriale rischia di creare nuove frizioni con gli alleati della NATO, già emerse con l’acquisto dei sistemi russi S-400.

Il potenziamento industriale e la prospettiva di esportazioni miliardarie, secondo alcuni esperti, potrebbero ridisegnare gli equilibri nel Mediterraneo e in Medio Oriente, aumentando il peso politico ed economico della Turchia. Se le previsioni sulle esportazioni si avvereranno, Ankara potrebbe competere direttamente con giganti come Stati Uniti, Francia e Russia. Tuttavia, resta da capire come questo rafforzamento verrà percepito in Europa, dove la creazione del più grande impianto di difesa aerea del continente potrebbe suscitare preoccupazioni tanto quanto interesse per possibili collaborazioni.

In ogni caso, lo “Steel Dome” segna un punto di svolta: la Turchia è determinata a diventare una potenza militare e tecnologica di primo piano e a noi non rimane che attendere i possibili sviluppi reali sul piano geopolitico e scoprire come l’Europa intenderà trattare un partener che da molto tempo considerato “scomodo”, almeno nel campo della migrazione.

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# Guerra

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