Le compagnie di navigazione cinesi stanno intensificando gli sforzi nel tentativo di esplorare le rotte artiche. L’obiettivo di Pechino? Semplice: trovare valide alternative che consentano al Dragone di aggirare i punti di strozzatura che potrebbero mettere a rischio le proprie spedizioni verso l’Europa e, di pari passo, che riducano i tempi di transito verso il Vecchio Continente, un mercato di esportazione sempre più importante per il gigante asiatico.
Un esempio concreto? SeaLegend Line, compagnia di navigazione cinese fondata nel 2022, ha spedito pochi giorni fa la sua prima nave espressa artica, l’Istanbul Bridge, da Qingdao, nella provincia di Shandong. L’arrivo a Danzica, in Polonia, è previsto per il 16 ottobre.
“Questo segna il nostro primo servizio dedicato sulla rotta artica, progettato per servire l’e-commerce transfrontaliero e i beni di valore elevato”, ha affermato la compagnia. Prima di arrivare a Danzica, l’Istanbul Bridge, che può trasportare circa 4.100 unità equivalenti a venti piedi, farà scalo a Felixstowe, il più grande porto container del Regno Unito, a Rotterdam nei Paesi Bassi, il più grande porto container al di fuori dell’Asia, e ad Amburgo, in Germania.
La nuova rotta artica commerciale della Cina
SeaLegend, ha fatto notare il South China Morning Post, quantifica in 18 giorni il tempo necessario per viaggiare da Ningbo, il suo ultimo porto di scalo in Cina, a Felixstowe, una settimana più veloce rispetto al China-Europe Railway Express e meno della metà dei 40 giorni che impiegherebbe una nave a viaggiare attraverso il Canale di Suez.
L’Istanbul Bridge è più piccolo delle navi che tradizionalmente utilizzano la rotta del Canale di Suez e la compagnia ha affermato che, sebbene la rotta del Mare del Nord (NSR) offra tempi di transito notevolmente più brevi, costa di più per container. La stessa compagnia ha spiegato che le tariffe di spedizione per il servizio della linea artica si collocano tra quelle del China-Europe Railway Express e le tariffe di spedizione tradizionali, rivolgendosi ai clienti con carichi urgenti come pacchi di e-commerce transfrontalieri e beni di valore elevato, tra cui armadi di accumulo di energia e batterie.
“La rotta artica riduce la distanza di viaggio del 43% rispetto alle rotte tradizionali, riducendo le deviazioni”, ha affermato Fan Yuxin, presidente di New New Shipping. “Inoltre, amplia le opzioni di trasporto marittimo della Cina e rafforza la voce e l’influenza della Cina nel trasporto marittimo globale”, ha quindi aggiunto. La rotta in questione, tra l’altro, è anche un collegamento con una zona ricca di risorse artiche della Russia, che dovrebbe ospitare il 30% del gas naturale non scoperto al mondo e il 13% del petrolio.
L’alternativa turca
Attualmente, la NSR è navigabile solo durante l’estate, ma si prevede che lo scioglimento dei ghiacci marini nell’Artico possa estendere la finestra di spedizione, dando a Cina e Russia l’opportunità di sfruttare i vantaggi economici e geopolitici di una rotta marittima alternativa.
Nel frattempo, le recenti esercitazioni militari russe hanno spinto la Polonia a chiudere a tempo indeterminato il confine con la Bielorussia, interrompendo un’arteria commerciale da 25 miliardi di euro all’anno tra Cina e Unione europea.
L’aspetto cruciale è che la mossa di Varsavia colpisce una rotta commerciale che trasporta il 90% del trasporto merci su rotaia tra Pechino e Bruxelles. Su questa rotta, i volumi di merci tra Cina e Ue sono cresciuti del 10,6% nel 2024, mentre il valore delle merci è balzato di quasi l’85%, raggiungendo i 25,07 miliardi di euro.
Il corridoio rappresenta il 3,7% di tutto il commercio Ue-Cina, in aumento rispetto al 2,1% dell’anno precedente, un’ancora di salvezza per giganti dell’e-commerce come Temu e Shein.
Pechino potrebbe quindi rispondere dirottando il traffico verso sud, attraverso il Kazakistan, il Mar Caspio e il Mar Nero, verso l’Europa meridionale o la Turchia. La sponda di Ankara, unita alla rotta commerciale artica in cooperazione con Mosca, potrebbe dunque presto offrire al Dragone due frecce strategiche per infilzare l’economia globale.