La Siria piomba (di nuovo) nel caos: i ribelli qaedisti ad Aleppo

Roberto Vivaldelli

01/12/2024

L’incubo jihadista riemerge in Siria, i ribelli qaedisti di Hayat Tahrir al-Sham avanzano su Aleppo: sfruttato il momento di debolezza di Hezbollah e russi.

La Siria piomba (di nuovo) nel caos: i ribelli qaedisti ad Aleppo

L’incubo dei tagliagole islamisti si riaffaccia in Siria.

Accade in un momento di debolezza degli alleati della Repubblica Araba Siriana governata da Bashar al-Assad, in particolare di Hezbollah e mentre la Federazione russa ha concentrato le sue energie nel conflitto in Ucraina. Nella serata di mercoledì, il gruppo ribelle islamista siriano Hayat Tahrir al-Sham (HTS) - ex Al-Nusra, la diramazione siriana di al-Qaeda - ha lanciato una vasta offensiva militare dalla provincia di Idlib verso quella di Aleppo.

L’operazione ha scatenato violenti combattimenti e pesanti bombardamenti aerei, e secondo le ultime notizie le forze di HTS sarebbero entrate nella città di Aleppo. Un avamposto strategico.

L’avanzata dei ribelli qaedisti

Durante l’avanzata, HTS avrebbe conquistato oltre 50 tra città e villaggi lungo il percorso da Idlib ad Aleppo, che rappresenta la seconda città più grande della Siria e un tempo il suo principale centro industriale. Le stime preliminari parlano di circa 400 morti, in gran parte combattenti, a cui si aggiungono diverse vittime civili causate dai raid aerei condotti dall’aviazione siriana e russa, con almeno 19 morti registrati solo giovedì. La controffensiva, sostenuta dalla Russia, punta a fermare l’avanzata di HTS verso Aleppo, un obiettivo strategico cruciale. Tuttavia, sembra che i combattenti di HTS siano riusciti a penetrare almeno cinque quartieri occidentali della città, mettendo in difficoltà le forze governative.

La controffensiva governative, infatti, non sembra procedere come previsto. Alcuni rapporti suggeriscono che l’impegno russo nella guerra in Ucraina abbia ridotto la presenza aerea russa in Siria, rendendo più lenta la reazione all’attacco a sorpresa scatenato dai ribelli islamisti. Dinanzi alle difficoltà sul campo, secondo quanto riportato da Antiwar, l’esercito siriano avrebbe inviato forze speciali nella zona occidentale di Aleppo, un chiaro segnale che i combattimenti si stanno rivelando più impegnativi del previsto. Inoltre, l’offensiva di HTS non coinvolge solo i loro combattenti: anche l’Esercito Siriano Libero (SAA), sostenuto dalla Turchia, ha preso parte agli scontri, schierandosi contro le forze governative siriane nella stessa area.

La Siria piomba di nuovo nel caos

Dal 2020 le linee del fronte della guerra civile siriana erano rimaste sostanzialmente invariate. Un accordo di “de-escalation” firmato nel 2019 tra la Turchia, sostenitrice dei ribelli, e i principali alleati di Assad, Russia e Iran, aveva portato a una relativa stabilità e a un cessate il fuoco a lungo termine. Da allora, la provincia di Idlib è rimasta sotto il controllo di Hayat Tahrir al-Sham (HTS). Altre aree del nord sono invece dominate da gruppi ribelli sostenuti dalla Turchia, riuniti nella coalizione dell’Esercito Nazionale Siriano.

Operazione a sorpresa

Fonti della sicurezza turca hanno riferito che gruppi ribelli siriani hanno lanciato mercoledì “un’offensiva limitata” verso Aleppo per fermare gli attacchi del governo siriano contro la popolazione civile nella provincia di Idlib. Secondo alcune fonti, alcuni gruppi ribelli affiliati all’Esercito Nazionale Siriano, sostenuto dalla Turchia, hanno preso parte all’operazione, anche se la maggior parte di queste forze si è finora astenuta dal partecipare.

Un alto funzionario della sicurezza turca ha dichiarato a Middle East Eye che la Turchia ha cercato di evitare l’offensiva per non aggravare ulteriormente le tensioni nella regione, già provate dalle guerre in corso a Gaza e in Libano. Sta di fatto che Erdogan ha deciso di dare il via libera all’operazione, il che provocherà tensioni tra Ankara, da una parte, e Mosca e Teheran dall’altra.

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