L’Italia è difesa dai missili balistici? Generale Landi: “Purtroppo no”. VIDEO

Alessandro Cipolla

11/03/2022

In caso di un attacco per mezzo di missili balistici, potenzialmente anche nucleari, l’Italia e l’Europa avrebbero un sistema di difesa adeguato? Per il generale Carlo Landi la risposta è negativa: “Abbiamo un programma in Parlamento, ma…”.

L’Italia è difesa dai missili balistici? Generale Landi: “Purtroppo no”. VIDEO

Italia ed Europa sono difese da attacchi con missili balistici? Con una guerra dagli esiti incerti alle porte di casa, questa domanda è emersa nel corso dello speciale sull’Ucraina La battaglia dei cieli visibile sul canale YouTube di Money.it .

Il gen Carlo Landi che ha partecipato alla trasmissione, ha dovuto ammettere che in caso di un attacco con missili balistici avremmo ben poche possibilità di difenderci efficacemente. Il generale, ora in pensione, è stato comandante del Centro Sperimentale di volo e del poligono di Perdasdefogu dove ha partecipato in prima persona alle prove del sistema missilistico SAMP-T. Quarantuno anni di onorevole carriera passati in Aeronautica Militare occupandosi di prove in volo del Tornado e dell’EF-2000 e di sviluppo di sistemi d’arma complessi.

In sostanza - ha detto il gen Landi - Se qualche nazione ostile decidesse di lanciare verso l’Italia un missile balistico, che volendo può trasportare anche una testata nucleare, con ogni probabilità il nostro Paese non sarebbe in grado di intercettarlo”.

I missili balistici - ha spiegato il generale - Viaggiano a velocità molto elevate, in rientro anche a dieci volte la velocità del suono, quindi intercettarli è molto complicato proprio per la dinamica di queste armi”.

Italia senza difese in caso di attacco con missili balistici?

Lo scoppio della guerra in Ucraina ha riacceso il focus sul potenziale militare dei vari Paesi. In questo 2022 l’Italia ha messo in conto di spendere 26 miliardi per la Difesa, una cifra record anche se il ministro Lorenzo Guerini ora starebbe pensando a una dotazione extra di ulteriori 13 miliardi.

Per poter fermare eventuali missili balistici, secondo le valutazioni di Landi servono “sistemi anti-missile estremamente capaci che in Europa abbiamo cominciato a studiare ma che purtroppo non abbiamo in servizio”.

L’Italia ha in servizio 6 batterie di missili SAMP-T ciascuna delle quali potrebbe difendere il territorio di città come Roma - ha spiegato il generale - Ci sono poi alcuni sistemi navali dotati di missili della stessa famiglia dei SAMP. Come per le batterie terrestri il numero è limitato e le unità potrebbero difendere zone costiere limitate, ma per farlo dovrebbero lasciare indifese le unità navali”.

Sappiamo che a novembre il ministero della Difesa ha inviato al parlamento un progetto per incrementare il numero delle batterie e migliorarne le capacità operative antimissile. Ma tra l’esame del Parlamento e l’arrivo effettivo dei sistemi sul campo possono passare diversi mesi, se non anni, se si considera anche l’addestramento del personale.

Nel Vecchio Continente la protezione missilistica si basa sulla Bmd (Ballistic missile defense), ovvero il cosiddetto “scudo Nato”, che però ha dei forti limiti visti anche gli alti costi che comporterebbe un ulteriore sviluppo di questo sistema.

Basta considerare l’estensione dei paesi europei, il ridotto numero dei lanciatori e la loro posizione - ha sottolineato Carlo Landi - Per capire che una tale difesa è al momento solo teorica e limitata a pochi punti sul territorio. Un lanciatore posizionato in Turchia o un altro posizionato su una nave di fronte alla Sicilia, non possono difendere l’Italia soprattutto da minacce provenienti da media-lunga distanza, superiore ai 1500 km, perché le dinamiche del rientro prevedono velocità elevatissime”.

A confermare indirettamente questi dati viene l’annuncio della vicepresidente Usa, Kamala Harris, di trasferire in Polonia batterie di missili Patriot Pac-3 e THAAD. I due sistemi, insieme, possono intercettare missili balistici a medio raggio con una difesa a strati, quello più basso assicurato dai Patriot e quello più alto dai THAAD. “Anche in questo caso parliamo – conclude Landi – Di difendere solo alcune parti dell’Europa da potenziali attacchi missilistici”.

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